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Rassegna stampa

Asse Cgil-Manzana dopo la bacchettata alla Lega «Non si cavalca la paura»

a pagina 2 Trento «Basta tentennamenti sul green pass, la Lega sia responsabile». Le parole pronunciate da Fausto Manzana, presidente trentino di Confindustria, continuano a far discutere il mondo politico, sindacale e imprenditoriale della provincia. «Difficile dargli torto», afferma il consigliere provinciale dem Giorgio Tonini, mentre il segretario della Cgil del Trentino Andrea Grosselli condivide il merito, oltre alla stoccata politica: «Chi non si impegna a sostenere tutti gli strumenti utili per sconfiggere la pandemia è un irresponsabile». Si sfila il presidente di Confcommercio Gianni Bori: «Non commento le scelte di un partito». «Manzana ha ragione da vendere», insiste Tonini. «Il suo è un appello alla serietà. Se la Lega è al governo non si comporti come una forza di opposizione». Tonini entra nello specifico, commentando le preoccupazioni di Manzana che stigmatizzavano le posizioni della Lega in Parlamento sul green pass («Il green pass ? ha detto il numero uno di Palazzo Stella ? è una scelta di libertà. Chiunque vi si opponga, sostenendo posizioni minoritarie, non ha a cuore l'interesse del Paese e cerca solo 15 minuti di celebrità»): «Il presidente di Confindustria ? osserva il consigliere dem?guarda al futuro delle aziende, e in generale dell'economia. E la via maestra per evitare nuove chiusure è la vaccinazione di massa, la famosa immunità di gregge che è l'obiettivo da raggiungere, senza il quale siamo sempre a rischio di nuovi ulteriori lockdown e didattiche a distanza» . Ma Tonini torna sulle responsabilità di governo che la Lega dovrebbe assumersi una volta pertutte: «Salvini? è il monito ? vuole stare al governo ma allo stesso tempo vorrebbe stare al posto di Giorgia Meloni, che è all'opposizione. Due parti in commedia ? afferma ancora Tonini ? che non possono coesistere. Ma la domanda è questa: la linea della Lega è quella di Salvini 0 è quella del governatore del Veneto Luca Zaia?», sottolineando così l'evidenza di una spaccatura al vertice leghista. Anche Manzana aveva sottolineato questo aspetto, mettendo in contrapposizione le strategie saMniane che strizzano l'occhio ai dubbiosi su vaccino e green pass con le posizioni dei governatori leghisti del nord, da Zaia a Fedriga passando per Fugarti, quelli «pragmatici» che ogni giorno devono confrontarsi con la realtà della pandemia e dell'economia nelle loro regioni. Una contrapposizione che nei fatti è emersa anche ieri, con Salvini che difende le «resistenze» di alcuni parlamentari sull'obbligo vaccinale e il governatore del Friuli-Venezia Giulia che all'opposto chiede una Lega «che non dia spazio aino-vax». Che le parole di Manzana sull'atteggiamento ondivago della Lega non fossero campate in aria, per il segretario della Cgil «lo dimostrano i fatti»: «Ieri c'è stato il voto sul decreto che estende il green pass a scuole e trasporti, e metà dei deputati leghisti risultava assente». Non quelli trentini, però: «Siamo sempre stati in aula», afferma a nome di tutti la deputata del Carroccio Martina Loss. «È comunque preoccupante che metà dei leghisti si siano assentati ? insiste Grosselli ? e non si capisce perché Salvini sia così ondivago. Ma se è solo per ragioni elettoralistiche e di propaganda ? afferma il sindacalista ? allora è estremamente grave. Lucrare politicamente sulle paure delle persone è gravissimo, perché la Lega, Salvini, una grande forza politica dovrebbero semmai aiutare le persone a fare la scelta giusta. Vaccinarsi». Grosselli si esprime anche come cittadino: «Parlo personalmente, ma posso dire che ho salutato con favore la nascita del governo Draghi, proprio perché portava in sé quasi tutto l'arco costituzionale, forze politiche diverse ma unite in nome della responsabilità, per affrontare assieme la pandemia e la crisi economica, il suo rilancio e la spinta per le riforme. Una strategia che vorrei vedere anche in Trentino». E aggiunge: «Credo che da parte di Salvini sia irresponsabile mettere a rischio questa esperienza, e credo sia irresponsabile anche a livello trentino non considerarla come percorribile anche qui». Defilato, e addirittura laconico, il commento alle parole di Manzana da parte del presidente di Confcommercio Gianni Bort: «Io non commento le scelte che fanno i partiti. Io sono per il green pass, anche se sul vaccino ho qualche dubbio perché so di tante persone che dopo l'inoculazione sono state male. Ma sono per il green pass ? ripete ? perché l'economia non può fermarsi». Ma sulla Lega che al green pass vota contro il Parlamento nessun commento: «No, preferisco di no. E comunque mi sembra esagerato definire irresponsabile una forza politica». IL DIBATTITO L'affondo contro la Lega di Fausto Manzana, sul Corriere del Trentino del 22 settembre. Il presidente di Confindustria Trento ha contestato, sulle colonne del Foglio, l'atteggiamento ondivago del Carroccio sul green pass («Strumento di libertà» per Manzana) e gli strappi continui a Roma, pur forza di maggioranza. «Se farà cadere il governo Draghi, ce ne ricorderemo al voto», il monito del leader degli industriali.

Il mattone è ancora più forte di prima

TRENTO - Il mercato immobiliare trentino rifila una sonora spallata al Covid, registrando numeri record addirittura maggiori rispetto al 2019. Questo il senso di quanto emerso ieri a Confcommercio, dove la FIMAA Trentino ha snocciolato i dati più importanti di questi ultimi mesi. Una ripresa quasi oltre le attese, con numeri decisamente importanti rispetto all'acquisizione di terreni e l'effettuazione di donazioni, ma anche per quanto riguarda le attività di compravendita in generale. <escono solo dati accurati, specifici e completi - ha esordito Severino Rigotti, al vertice degli immobiliaristi trentini. L'andamento è decisamente positivo. E "finalmente", diciamo, dopo lo scorso anno in cui i cittadini hanno soprattutto risparmiato, per poi investire in modo importante in questi ultimi mesi. Ci sono elementi dei quali siamo particolarmente felici: pensiamo ad esempio alle vendite dei terreni, in grande aumento, sinonimo del fatto che si voglia tornare a puntare sulle nuove costruzioni. Oppure al boom registrato nelle seconde case, con acquisti anche in zone periferiche che dimostrano il grande interesse verso tutto il nostro territorio, ma anche al "tutto esaurito" rispetto alle stanze per studenti universitari. Un ruolo determinante lo stanno giocando gli incentivi>>. Se infatti tra marzo e dicembre 2020 il mercato immobiliare trentino aveva perso circa il 7% (all'inizio dell'anno scorso invece il trend era in salita con un +3,4%, prima della chiusura totale dovuta al Covid), ora il recupero è più che evidente. Ad esporre i dati sono stati il presidente del Collegio notarile trentino, Marco Poma, e successivamente Paolo Borzaga, direttore dell'ufficio provinciale dell'Agenzia delle Entrate, con due approcci diversi rispetto ai numeri considerati ma che, in conclusione, hanno espresso lo stesso pensiero: il mercato è ripartito. Dal settore notarile emerge infatti che le compravendite sono aumentate mediamente del 64% nel secondo trimestre del 2021 (aprile, maggio e giugno) rispetto allo stesso periodo del 2020, quando tuttavia uscivamo da un pesante lockdown totale. Rispetto alle abitazioni, considerato lo stesso periodo l'incremento degli atti è pari al 69%, mentre per i terreni si parla di un +54%, numero quest'ultimo che attesta l'interesse verso la costruzione di nuovi edifici, fondamentali per generare mercato in futuro. Ancora, i finanziamenti segnano un +30%, dato particolarmente interessante perché, come spiegato da Poma: <to al totale delle compravendite, significa che un acquisto su due è stato compiuto con soldi propri, risparmiati probabilmente nell'arco di tutto il 2020>>. A registrare una vera e propria esplosione sono state le donazioni, con un + 113% che, secondo gli esperti, simboleggia la voglia dei giovani di prendere in mano vecchie case per rinnovarle a suon di bonus ed incentivi. E dall'Agenzia delle Entrate i segnali di ripresa non sono da meno: l'intero primo semestre del 2021 ha toccato un +11,3% rispetto al medesimo periodo del 2020, ed anche rispetto al 2019 il conto resta positivo, +7,7%. In tutto, nei primi sei mesi di quest'anno ci sono state più di tremila compravendite, quasi equamente distribuite nei due trimestri. ^Nonostante la ripresa sia ormai evidente, ci sono tuttavia alcuni dati sui quali purtroppo ha inciso fortemente l'emergenza sanitaria - ha aggiunto Borzaga. - Un esempio: il confronto tra il mese di aprile 2020 e 2021 segna un +149% nelle compravendite, chiaramente influenzato dal lockdown di un anno fa, ma anche in giugno si è toccato un +70%>>.

Rifugi, agosto salva la stagione Sat: «Pernottamenti su del 50%»

trento E stata una stagione positiva quella dei rifugi montani trentini, chiusasi ieri con la fine dell'estate. Il bel tempo di agosto e settembre li ha favoriti e ha anche permesso di limitare i controlli dei green pass, non richiesto per mangiare all'aperto né per passare la notte in rifugio. I pernottamenti però sono stati la nota dolente dell'estate: le norme anti-contagio hanno costretto a ridurre molto l'occupazione delle camerate. «La stagione è andata bene, per fortuna gli ultimi due mesi hanno cancellato un luglio piuttosto piovoso. I soci che ho sentito finora sono tutti soddisfatti» afferma Sandro Magnoni, presidente della Commissione rifugi Sat. «Anche sul green pass le paure iniziali si sono rivelate eccessive. È bastato prendere l'abitudine all'inizio e poi nessun problema particolare. Al più capitava che in quota l'applicazione non avesse campo per collegarsi al database nazionale, in quel caso ci si fidava di chi ti mostrava il codice Qr. Del resto mica puoi mandare la gente indietro». Magnoni però vuole evitare trionfalismi: «Non si è tornati ai livelli del 2019, anche perché quello fu un anno eccezionale. Distinguerei poi tra ristorazione e pernottamenti. La prima è andata un po' peggio del 2020, la seconda invece molto meglio dell'anno scorso con aumenti di oltre del 50%. Merito degli stranieri: belgi, olandesi e tedeschi che l'estate scorsa mancarono sono tornati in massa sui percorsi di trekking. Gli italiani invece ancora si vedono poco, ma in generale il trend è positivo». Il giudizio positivo sulla stagione è condiviso anche da Egidio Bonapace, che domenica scorsa ha chiuso la sua decima e ultima annata come storico gestore del rifugio Segantini sotto la Presanella. «Per noi è stato il miglior agosto della storia ? esclama entusiasta ?, grazie alle tante giornate serene che per un rifugio sono la cosa più importante, in particolare nei weekend quando molti escursionisti vengono a fare il giro dei laghi di Cornisello. Ci voleva proprio dopo un giugnoluglio un po' sotto tono, quando oltre alla pioggia forse la gente aveva più voglia di mare dopo l'estate scorsa dove la montagna è andata forte». Sul green pass Bonapace afferma che «ci ha dato qualche problema organizzativo, abbiamo dovuto assumere un'altra persona per l'ordinario più una ragazza che si occupava solo di fare i controlli, di far accomodare gli ospiti facendo rispettare il distanziamento e così via. Che poi all'interno il cellulare prende solo in un punto, quindi si controllavano rigorosamente tutti lì. Però non è stato per niente il disastro che si temeva, anche perché la gente preferiva mangiare ai tavoli fuori. Il vero danno è stato il limite alle camerate, da 44 posti me ne sono ritrovati 18-20. Purtroppo è capitato al sabato di respingere molte richieste». I problemi dei pernottamenti sono rimarcati anche da Branco Nicolini, gestore del rifugio Pedrotti sul Brenta, che pure non nega come «agosto e settembre ci hanno rimessi in sesto, è stata una buona stagione per essere in tempo di Covid, anche se non la paragonerei a quelle prima della pandemia. Anche sul green pass nulla d'anomalo, avrà fatto storie una sola persona su migliaia, ha prevalso il buonsenso». Sulle notti invece Nicolini spiega come «per seguire le regole c'è stato molto lavoro aggiuntivo. Gli altri anni quando arriva la gente la mandi a dormire con chiunque capita, è parte del valore della condivisione in montagna, invece quest'anno dovevamo cercare di favorire i gruppi che essendo congiunti potevano stare un po' più vicini. E non tutti prenotano, quindi è capitato un paio di volte di avere gente "di troppo" da far accomodare. Per fortuna a noi è bastato aprire il rifugio Tosa qui di fianco per rispettare le norme, altri immagino le abbiano infrante per non lasciare escursionisti all'addiaccio 0 farli incamminare indietro di notte. Del resto siamo "ri-fu-gi", non si abbandonano le persone. Ouest'anno abbiamo dedicato molto tempo anche a consigli e indicazioni, oggi ci si informa molto su internet ma nulla batte l'esperienza di chi in montagna ci vive».

Chiusure domenicali, Leonardi decisivo

Con il voto decisivo di Giorgio Leonardi (Forza Italia) la Commissione dei 12 ieri ha dato parere favorevole - 7 sì, 4 astenuti e un no - alla norma di attuazione dello Statuto di autonomia per attribuire alle Province di Trento e Bolzano la facoltà di disciplinare con legge provinciale gli orari e i giorni di apertura e chiusura dei negozi. Contro il parere positivo si è espresso l'avvocato meranese di nomina governativa Lukas Benedetti, mentre si sono astenuti l'avvocata Rosa Michela Rizzi, l'ex governatore Trentino, Ugo Rossi (Azione), e gli altri due forzisti, il consigliere provinciale bolzanino Carlo Vettori e il senatore Franco Dal Mas, che a inizio agosto assieme a Leonardi avevano chiesto e ottenuto un rinvio esprimendo perplessità sulla norma che limita la libera concorrenza. Ieri l'assessore regionale Leonardi come condizione per esprimersi a favore del parere ha proposto un emendamento alla norma che prevede che in fase di elaborazione di una futura legge provinciale in materia di orari e chiusure domenicali dei negozi, la Provincia debba ascoltare gli enti locali, le associazioni di categoria maggiormente rappresentative a livello provinciale nel settore del commercio e del turismo, nonché le associazioni e organizzazioni maggiormente rappresentative a livello provinciale in campo sindacale, ambientale e di tutela dei consumatori. A favore, oltre a Leonardi, si sono espressi il presidente Fabio Scalet, i rappresentanti della Svp, Manfred Schullian, Meinhard Dumwalder, e poi Gianfranco Postai, Franca Penasa e il leghista Roberto Calderoli. L'ex governatore Ugo Rossi, che pure nella scorsa legislatura, quando era presidente della Provincia aveva presentato analoga norma di attuazione, si è astenuto perché, spiega: «E una norma inutile perché la sentenza della Corte costituzionale provocata dalla sciocchezza di Fugatti di aver voluto legiferare da solo mette una pietra tombale al tema delle chiusure domenicali». La Corte costituzionale ha infatti cancellato la legge della Provincia di Trento approvata l'anno scorso, che imponeva le chiusure domenicali ai negozi, dichiarandone l'incostituzionalità. Con la norma di attuazione, che è di rango semi-costituzionale, la Provincia spera di poter assumere la competenza di legiferare sugli orari dei negozi che è una materia relativa alla concorrenza e quindi di competenza Statale. Con il parere favorevole della Commissione paritetica, ora sulla norma si dovranno esprimere gli uffici governativi e in particolare il Dipartimento affari giuridici e legali della presidenza del Consiglio, prima di approdare - eventualmente - in consiglio dei ministri per l'approvazione. Ma mentre ieri il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, esprimeva soddisfazione per questo «passo avanti», non sono pochi i dubbi sul fatto che, oltre alla sentenza della Consulta, il governo Draghi possa dare il via libere a una norma che punta a limitare la concorrenza, proprio ora che l'Europa ci chiede il contrario. L.P.

FANNO PARTE DEL SISTEMA CONFINDUSTRIA TRENTO