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Rassegna stampa

Arcipelago T

Da circa un mese ? il varo e avvenuto lo scorso 3 novembre ? il panorama dell'informazione nel nostro territorio si e arricchito con la pubblicazione di un giornale - "II T. Quotidiano autonomo del Trentino Alto AdigeISüdtirol" ? che, nelle intenzione dei suoi sostenitori e animatori, dovrebbe contrastare in primo luogo la recente espansione del marchio Atbesia verso sud, cioe oltre il confine di Salorno. Abbiamo chiesto al direttore, Simone Casalini, di illustrarci piü nel dettaglio lo spirito e le prospettive di questa ambiziosa esperienza editoriale. ff: Quali sono State le motivazioni che l'hanno spinta a intraprendere questa nuova avventura, e qual e il punto che ha saldato il suo interesse personale con quello della collettivitä alla quäle intende rivolgersi? Simone Casalini: Le motivazioni sono infinite. Quella di misurarsi sulla possibilitä di immaginare un nuovo modello di informazione locale, fondato suH'approfondimento e la variazione continua dei temi giornalistici, e stata sicuramente nel novero dell'infinito una delle ragioni di maggior senso. Ormai le iniziative editoriali sono sporadiche e spesso di mantenimento. In questo caso c'era una linea di indirizzo ma anche una grande libertä nella realizzazione del progetto. RiHettere su un nuovo modello di informazione significa anche proiettare questo pensiero sul lato della rappresentazione. Sapendo che si e compressa nel tempo e che ha ridotto la sua capacitä di incrementare le differenze e le difformitä della societä. Questo e forse il punto di caduta in cui si sono saldati gli interessi. II giornale ha alle spalle un progetto promosso dalla Fondazione Synthesis: insieme imprenditoriale nel quäle si riconoscono diverse sigle (Confindustria Trento, Cooperazione trentina, Anche Trento, Associazione albergatori, Associazione artigiani, Confesercenti del Trentino). In che modo e possibile governare tale complessitä, conservando parimenti libertä di giudizio e di azione? La complessitä si governa rispettando l'autonomia dei ruoli. Questo aspetto e stato affrontato da un punto di vista organizzativo scindendo la Fondazione Synthesis, senza scopi di lucro e in cui siedono i soci, e la societä omonima che invece b autonoma ed edita il giornale, nelle sue molteplici dimensioni. La societä h un diaframma tra la redazione e i soci fondatori/promotori. Ma al di lä di questo, l'esperienza editoriale nasce con una sua chiara autonomia di azione e per ripristinare un pluralismo informativo che negli ultimi cinque anni e mancaro per l'acquisizione di tutti i media da parte del gruppo Athesia. La precondizione di un rinnovato pluralismo b comunque la libertä. Quella che ci e stata assicurata e che comunque ci prendiamo ogni giorno. Nel suo editoriale comparso sulla prima edizione del quotidiano scrive che la finalitä principale del giornale corrisponde alla "esigenza di riflettere sul senso delle parole, dei significati, delle rappresentazioni e dei linguaggi con i quali far emergere le identitä in movimento della societä trentina e delle sue multiformi comunitä". Si tratta di una critica implicita al sistema dei media cosi come noi finora Ii conosciamo? Credo che i media soffrano di una sindrome che e quella della fissitä o staticitä. Sono organizzazione complesse, che lavorano sulla sintesi e la velocitä, e soffrono nei cambi di ritmo narrativo. Questo penalizza le trasformazioni che accadono nella societä, le variazioni culturali, gli arretramenti o le progressioni. Rappresentare e una forma di potere molto crudele: durante il colonialismo abbiamo assistito ad uno sviluppo deciso di questo esercizio che attribuisce caratteristiche, spesso immaginarie e stereotipate, ai tanti soggetti che affollano una societä. Sbagliare rappresentazione significa imprigionare in una categoria irreale centinaia o migliaia di persone o di argomenti. In questo senso mi riferivo alla necessitä di riflettere stille parole, i significati e le rappresentazioni. E quando parla di identitä in movimento, di multiformi comunitä, a cosa allude esattamente? Giä percepire il movimento sarebbe un successo, la direzione poi non e mai uniforme e dipende da molte variabili. Le comunitä sono multiformi perche sono espressione di una eterogeneitä di posizioni, provenienze, slittamenti. Mi interessa questo discorso dal punto di vista interculturale, della generazione di nuove culture. Le strade, i cortili, le scuole sono laboratori spesso rilevanti per la genesi di nuovi percorsi culturali e per la frantumazione e ricomposizione di identitä erroneamente ritenute immobili. Che cosa l'ha guidata nella scelta dei giornalisti, dei redattori e dei collaboratori? Quäle "immagine guida" orienta il loro lavoro? La ricerca di competenze assai differenti e divergenti - linguistiche, culturali, professionali, tecniche - che consentissero di costituire non un quotidiano ma un arcipelago informativo o un ecosistema che fosse in grado di esprimersi con linguaggi e modalitä diverse. Che potesse rivolgersi anche a platee inesplorate di lettrici e lettori perche in un mercato in via di restringimento - quello classico dell'editoria - l'obiettivo non poteva che essere quello di provare a forzare qualche Schema rigido di lettura. Non c'e un'immagine guida, ma un'idea di fondo di variare la scrittura dal basso aU'alto e viceversa. Utilizzare Foucault in un'analisi o nella intelaiatura teorica di un articolo non esclude la possibilitä di raccontare una storia di vita, una biografia sommersa, un episodio apparentemente minuto in cui si concentra l essenza del nostro essere nel mondo. Questi due elementi non possono vivere separatamente, il concetto senza la vita non ha fondamento. Pariare di "arcipelago informativo" allude a una diversificazione dell'offerta che, in primo luogo, affiora nella doppia edizione del giornale: cartacea e online. Come si riesce a tenere insieme e far dialogare queste dimensioni? Oggi un'esperienza editoriale non puö che essere pensata in modo molteplice. E con contenuti che dialogano fin dove possibile - per esempio tra carta e web - per poi distanziarsi dove questo dialogo non ha piü senso. E anche la ragione per cui stiamo comunque cercando di creare una redazione senza barriere con tutte le redattrici e i redattori che transitano anche dal lavoro sull'online. II sito web e comunque un altro giornale che sfrutta l'attimo ma anche la profonditä delle interviste, delle storie, degli approfondimenti, degli "spiegoni" che arano un determinato argomento rendendolo fruibile a tutti. Senza essere schiavi del clic, ma sapendo che da Ii transitano ormai tantissime lettrici e lettori. Come dai social che da rimbalzo delle news prodotte su carta e web sono diventati un canale di produzione totalmente autonomo di informazioni con linguaggi che evidentemente raggiungono i piü giovani. Hanno un potenziale enorme anche se spesso la loro stilizzazione - mi riferisco a Instagram, per esempio - comprime lo sviluppo del pensiero. Trentino e Alto Adige sono realtä contigue. Nel mondo dell'informazione scritta, perö, spesso si ha la sensazione che si tratti di mondi molto distanti. // T intende coprire anche il territorio altoatesino per offrire un punto di vista regionale? Intanto abbiamo cominciato a distribuire il quotidiano in alcune edicole di Bolzano, Merano e Bressanone. In questa fase ci siamo strutturati selezionando un editorialista e un collaboratore che potessero coprirci ['Alto Adige-Südtirol sui temi di maggior rilievo. In futuro l'idea sarebbe quella di dedicare almeno una pagina, magari arrivando fino a Innsbruck, per costruire una narrazione differente suü'Euregio e riattualizzare il Brennero come grande porta di accesso al Mediterraneo e alle sue civiltä. ? Simone Casalini (Fano, 1974), giornalista professionista, prima di assumere la direzione de II Te stato caporedattore del Corriere del TrentinoCorriere della Sera. Collabora inoltre con alcune riviste di politica internazionale (Eastwest e Dialoghi mediterranei), curando in particolare l'evoluzione sociopolitica della Tunisia e il tema delle migrazioni. E anche docente a contratto all'universitä di Trento. Ha pubblicato "Intervista al Novecento" (Egon, 2010) in cui attraverso la voce di otto intellettuali - tra i quali Sergio Fabbrini, Toni Negri, Franco Rella e Gian Enrico Rusconi ha analizzato l'ereditä del secolo breve e Lo spazio ibrido. "Culture, frontiere e societä in transizione" (Meltemi, 2019). E coautore del libro collettivo "La Trento che vorrei" (Helvetia, 2019) edel documentario sulla primavera araba tunisina: "Tunisia, nove anni dopo. La rivoluzione sospesa" (2020, con Roberto Ceccarelli).

Piste innevate e sci al via. Come sopravvivere alla carissima montagna

Piste innevate e sci al via. Come sopravvivere alla carissima montagna ilgiornale.it/news/politica/piste-innevate-e-sci-sopravvivere-carissima-montagna-2092477.html Lucia Galli 6 dicembre 2022 Pronti, partenza, sci: la stagione della neve è al via con il ponte dell'Immacolata, il primo, dopo 3 inverni, senza le ansie della pandemia. L'unica maschera sarà quella da sci e non la fp2. Sulle Alpi gli stranieri stanno tornando, i gruppi pure. La neve? A differenza dello scorso anno, c'è già, bellissima. A fioccare, però, sono anche i rincari. CARO SKIPASS Guerra, politica energetica, postumi del covid che gravano su occupazione alberghiera e investimenti: nel prezzo della settimana bianca sulle Alpi che sale a 1600 euro - i 2 milioni di italiani pronti ad allacciarsi gli scarponi si troveranno tutto questo. Due curve vista Tofane? Costano 59 euro o 74 se si allarga al Dolomiti superski. Uno slalom vista Monte Bianco? Dai 50-51 euro di Pila e La Thuile ai 72 di Courmayeur; lo skipass fra le montagne di Bormio o Livigno si assesta fra 52-55 euro. Prezzo bloccato a 39,50 euro solo in Friuli Venezia Giulia, in qualche località boutique della Valle D'Aosta, della Lombardia e all'Abetone. 1/3 CONTROMISURE IN RETE Il rincaro degli impianti va dal 5 al 13.5%. «Per contenerlo ci sono sconti on line del 5%», spiega Andy Varallo da Dolomiti Superski, e offerte per chi prenoti a scatola chiusa: «Paghi oggi, scierai poi: è uno skipass dinamico», aggiunge Michele Bertolini dal consorzio PontediLegno Tonale. Lo hanno adottato in molti: dovrebbe movimentare un fatturato che sfiora i 10 miliardi, secondo l'osservatorio Skipass Panorama Turismo Panorama. Daniela Santanché, ministro del Turismo, ha assicurato che parte dei 30 miliardi dell'aggiornamento del Def saranno destinati ai monti. «Basta sussidi: servono riforme strutturali», ribatte Valeria Ghezzi presidente Anef, la confindustria degli impianti a fune che, garantendo lo sci alpino, sono la linfa dell'economia di montagna. ECONOMIA SUI MONTI Mentre località come la trentina Panaraotta, gettano la spugna e sono rimasti chiusi, tutto costa sui monti: serve elettricità per far funzionare seggiovie e skilift, ma anche i cannoni spara neve - con un metro cubo di neve che supera i 3 euro - e poi il gasolio per i gatti delle nevi. I rincari sono del 30%. Senza la discesa inutile negarlo - la montagna tornerebbe all'età delle malghe. Detto questo è vero che i dati dell'osservatorio raccontano di un 46% di turisti che in montagna cercano anche altro: cultura, food e altri sport. NON SOLO DISCESA Cala lo snowboard, appannaggio degli amanti del fuori pista, stabili ciaspole e fondo, quest'anno, come già durante il covid, ci riscopriremo più no crowd e slow skiers. I più arditi si lanciano nello scialpinismo. Non quello dove servono super competenze, ma dove bastano il buonsenso, buon fiato e il kit di sicurezza: lo chiamano Ski fit o Skinning, dall'arte di «pellare» gli sci per farli andare anche all'insù, senza usare impianti. Una nicchia «tutta salute», sempre più consistente: ogni comprensorio dedica, prepara e bonifica percorsi per questo scialpinismo «depotenziato». CARO DOPO SCI La batosta non riguarda solo lo skipass, ma anche noleggio attrezzatura (+10%), lezioni di sci (+6%), snack al rifugio (+10%) ed albergo (+11%). Molti hotel, a caccia di personale, potrebbero decidere di concentrare le aperture dopo l'Epifania al solo week end, mentre altri, soprattutto ad Alagna, in Piemonte, dov'è antica la tradizione della merenda sinoira, puntano a pacchetti per venire incontro alle famiglie con un trattamento B&B che somiglia alla mezza pensione perché comprende un ricco buffet serale che fa da merenda e apericena. Poi tutti a nanna, ma non senza cena. Che domani si scia di nuovo. 2/3 Commenti I commenti saranno accettati: dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00 sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00. 3/3

Contro gli hacker lo scudo digitale per difendere le imprese trentine

Condivisione di informazioni e diffusione della cultura della sicurezza informatica: sono queste le parole chiave dell'intesa sottoscritta tra Provincia, Confindustria e Trentino Digitale in materia di cybersecurity. A pochi giorni dall'evento dedicato proprio alla sicurezza, il Sistema Trentino consolida le strategie per alzare gli standard a protezione dei dati e delle informazioni strategiche delle imprese da possibili attacchi informatici. L'accordo, segue quelli sottoscritti negli scorsi mesi, sempre da Trentino Digitale sul tema della sicurezza, con centri di ricerca, università degli Studi di Trento, uffici giudiziari e forze dell'ordine. «Attrezzare il Sistema Trentino - ha sottolineato l'assessore alla ricerca Achille Spinelli - e metterlo nelle condizioni di rispondere in maniera efficace ed efficiente ad azioni malevoli da parte della criminalità organizzata digitale è fondamentale per garantire competitività e sviluppo alle nostre aziende. Siamo in presenza di organizzazioni criminali che dispongono di mezzi illimitati e, talvolta, di coperture insospettabili». Soddisfazione per l'intesa è espressa anche dal presidente di Confindustria Manzana, in rappresentanza di 600 aziende e 27 mila addetti, dopo l'accordo siglato con la Polizia Postale per garantire alle imprese l'accesso alle informazioni necessarie a proteggerle dagli attacchi informatici. «Con questo ulteriore passaggio spiega Manzana -, mettiamo a sistema azioni di contrasto degli attacchi anche attraverso iniziative di sensibilizzazione, informazione e formazione delle imprese trentine, affidandoci alle conoscenze e alle competenze di Trentino Digitale». La società pubblica di sistema, già punto di riferimento per la pubblica amministrazione, apre ora, su mandato della Provincia, la collaborazione con il mondo delle imprese. Il presidente Delladio: «Trentino Digitale, nel suo ruolo di società pubblica di sistema, può giocare un ruolo decisivo e, nell'ambito delle strategie provinciali, favorire la diffusione tra gli imprenditori della cultura della sicurezza. I dati sono il bene più prezioso per le nostre aziende, tanto quanto la moneta». L'obiettivo è di potenziare le competenze e introdurre tecnologie all'avanguardia per garantire elevati livelli di sicurezza a favore del territorio. Da sinistra Carlo Delladio, Achille Spinelli e Fausto Manzana

FANNO PARTE DEL SISTEMA CONFINDUSTRIA TRENTO