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28 luglio 2026

Incertezza ed energia frenano la ripresa: il terzo trimestre si apre in salita

Il terzo trimestre dell'anno si apre con un contesto economico più complesso del previsto. Secondo la Congiuntura Flash del Centro Studi Confindustria, la nuova escalation del conflitto in Medio Oriente sta alimentando un nuovo rialzo dei prezzi di petrolio e gas, con effetti che rischiano di rallentare ulteriormente la crescita dell'economia italiana.

A metà luglio il Brent è tornato sopra i 90 dollari al barile, mentre il prezzo del gas è risalito intorno ai 60 euro/MWh. L'aumento dei costi energetici alimenta le pressioni inflazionistiche e riduce il potere d'acquisto di famiglie e imprese, proprio mentre il sistema produttivo stava cercando di consolidare la ripresa.

Le conseguenze iniziano già a riflettersi sulle decisioni di investimento. Pur continuando a crescere (+3,5% su base annua), i prestiti alle imprese sono destinati soprattutto a sostenere il fabbisogno di liquidità legato alle bollette energetiche, più che a finanziare nuovi progetti di sviluppo. Contestualmente rallentano la produzione di beni strumentali e le aspettative di investimento delle imprese.

Anche il commercio estero mostra qualche segnale di rallentamento. A maggio l'export italiano ha registrato una lieve flessione (-0,4%), pur mantenendo un andamento positivo nel complesso dei primi cinque mesi dell'anno. Crescono le esportazioni verso Svizzera, Cina e Paesi del Mercosur, mentre arretrano quelle dirette negli Stati Uniti, in Spagna e in Turchia, a conferma di un contesto internazionale sempre più eterogeneo.

Sul fronte industriale emergono ulteriori elementi di cautela. A maggio la produzione industriale è diminuita dello 0,3%, mentre il PMI manifatturiero, pur rimanendo sopra la soglia di espansione (52,2), evidenzia un rallentamento della domanda. I servizi, sostenuti dal turismo estero, si mantengono stabili ma non rappresentano ancora un motore sufficiente per compensare la debolezza dell'industria.

Il quadro delineato dal Centro Studi Confindustria conferma quindi una fase caratterizzata da elevata incertezza, nella quale i costi dell'energia continuano a rappresentare uno dei principali fattori di rischio per la competitività delle imprese italiane. La capacità di contenere l'impatto dei rincari e di sostenere gli investimenti sarà determinante per evitare che il rallentamento congiunturale si trasformi in una fase di crescita più debole nei prossimi mesi.