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14 novembre 2025

Dialogo con Alessandro Garofalo. Meno storytelling, più concretezza

Fisico per formazione, consulente per scelta, visionario per natura. Alessandro Garofalo è questo, ma anche molto di più. Eclettico, anticonvenzionale, “uno spacciatore di creatività per le aziende” come lo ha definito qualcuno. Qualsiasi aggettivo gli sta stretto. Ciò che è certo è il fatto che la sua capacità di leggere la realtà, coglierne le connessioni e trasformarle in nuovi percorsi lo ha reso unico nel suo genere. Così, l’incontro dal titolo “Dialogo con Alessandro Garofalo”, organizzato da Confindustria Trento, presso la Sala Filarmonica di Trento, nell’ambito del ciclo di iniziative per l’ottantesimo anniversario dell’Associazione: “Ottant’anni a trazione industriale”, non poteva che riflettere il suo modo di essere. Lontano da un format convenzionale – in pieno stile Garofalo – l’evento si è rivelato un fluire di racconti e aneddoti, senza la linearità tipica delle relazioni formali, ma proprio per questo capace di offrire uno spazio in cui ciascuno può trovare da sé le connessioni e le intuizioni che contano davvero.

Attraverso un dialogo con Alberto Faustini – giornalista ed ex direttore di testata - sono state ripercorse le tappe più significative della sua carriera: dalla laurea in fisica alla fondazione della sua Società - la Garofalo &Idee Associate - dal contributo a numerose e celebri imprese italiane all’avvio della collaborazione con Confindustria Trento negli anni Ottanta, quando Il Gruppo Giovani dell’Associazione con lungimiranza volle implementare il Sistema di Qualità nelle aziende.

Fatti e non storie, “perché con le storie si perde la concretezza delle cose” come sottolineato da Lorenzo Delladio, presidente di Confindustria Trento, riportando il pensiero di Garofalo che a sua volta ha citato Alessandro Baricco: “Sfilate via dalla realtà i fatti e quello che resta è storytelling”. In un’epoca dominata dalle storie che plasmano il modo in cui comunichiamo e interpretiamo la realtà, il richiamo ai fatti è più urgente che mai. Un monito a restare fedeli alla sostanza, a puntare sulla concretezza. Un valore che ha guidato generazioni di imprenditori italiani e trentini, rendendo possibile la trasformazione di idee e visioni in progetti concreti per il Paese e il territorio.

Lo stesso pragmatismo che è emerso anche dal video con le testimonianze di alcuni degli imprenditori trentini che in questi Ottant’anni hanno contribuito alla crescita del territorio. “La parola suona, l’esempio tuona” ha ricordato nel suo messaggio Alessandro Lunelli delle Cantine Ferrari. E lo stesso pragmatismo emerge anche dai numeri del suo logo: 30-70-100. Trenta come gli anni della sua Società, settanta come la sua età, e la loro somma: cento come “l’età in cui può arrivare la seconda onda” ha affermato. Una metafora che sembra preludere a un nuovo inizio. Invece è arrivata la conferma della sua decisione di andare in pensione. Ma chi lo conosce bene fatica a crederci. Dai messaggi mandati da amici e collaboratori - alcuni tramite contributi video altri in presenza - la richiesta affettuosa di non lasciare, accompagnata da sorpresa e incredulità. Perché quello di Garofalo non è un lavoro, è un modo di essere. La sua capacità di innovare, di rompere schemi e paradigmi trasforma ogni sfida in un’opportunità, e ogni progetto in una nuova occasione per generare nuove connessioni. Oggi Garofalo chiude un capitolo, non un percorso. E lo ha confermato lui stesso: “Continuerò a lavorare nella formazione, dedicandomi ai consulenti e agli startupper. Bisogna essere più bravi – ha aggiunto – a lavorare insieme tra categorie diverse. È necessario imparare a cooperare competendo”.