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11 maggio 2026

Lo scenario

Contesto geopolitico e impatti per le imprese trentine
Il Medio Oriente attraversa una fase di forte instabilità legata al conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran, con ricadute che interessano in modo diretto e indiretto anche il sistema produttivo europeo. In particolare, l’area riveste un ruolo strategico per i mercati energetici e per alcune rotte commerciali globali, come lo Stretto di Hormuz, snodo attraverso il quale transita circa un quinto del commercio mondiale di petrolio e gas naturale liquefatto (GNL).

In questo scenario, le imprese trentine si trovano ad operare in un contesto caratterizzato da elevata incertezza: volatilità dei prezzi dell’energia, possibili criticità logistiche e maggiore difficoltà nella programmazione delle attività internazionali. Pur non essendo il Medio Oriente una destinazione primaria dell’export provinciale, i rapporti commerciali con alcuni Paesi dell’area sono in crescita e coinvolgono un numero limitato ma significativo di aziende.

Le relazioni economiche del Trentino con il Medio Oriente
L’export delle imprese trentine verso Bahrain, Emirati Arabi Uniti e Qatar, seppur contenuto in valore assoluto, ha mostrato una dinamica positiva negli ultimi anni. Nel 2025 le esportazioni verso questi tre Paesi hanno registrato un incremento complessivo rispetto al 2024, trainato in particolare da Emirati Arabi Uniti e Qatar.

Le imprese trentine presenti su questi mercati operano prevalentemente attraverso rivenditori, distributori o agenti locali; solo un numero molto limitato dispone di una presenza diretta nell’area. I rapporti commerciali con l’Iran risultano invece fortemente ridotti a causa del quadro sanzionatorio internazionale e delle difficoltà nei sistemi di pagamento.

Andamento dell’export trentino verso i principali Paesi coinvolti

Fonte: elaborazioni Confindustria Trento su dati ISTAT


L’impatto sui mercati energetici
Nel mese di aprile 2026 i prezzi sui mercati dei prodotti energetici si sono mostrati in calo rispetto al mese precedente nonostante l’assenza di una soluzione diplomatica stabile al conflitto in Medio Oriente. Le forti limitazioni ai transiti navali nello Stretto di Hormuz continuano ad alimentare volatilità ed incertezza che si riflette nel trend delle quotazioni futures che interiorizza progressivamente la mancanza di prospettive per una soluzione a breve del conflitto. Ad aprile 2026 il prezzo medio dell’energia elettrica in Italia è sceso a 119,47 €/MWh, rispetto ai 143,40 €/MWh di marzo, con una riduzione di circa 24 €/MWh. Nello stesso periodo, la Germania è passata da 99,29 a 78,52 €/MWh, con una riduzione di circa 21 €/MWh. La Francia è scesa da 63,85 a 39,80 €/MWh, quindi di circa 24 €/MWh, mentre la Spagna è rimasta sostanzialmente stabile, passando da 41,77 a 42,44 €/MWh. Il differenziale resta molto ampio, ad aprile, l’Italia ha pagato circa 41 €/MWh in più della Germania, quasi 80 €/MWh in più della Francia e circa 77 €/MWh in più della Spagna. Si segnala inoltre che, dall’inizio del conflitto in Medio Oriente, i prezzi dell’energia elettrica in Italia hanno registrato un aumento della volatilità giornaliera. Tale variabilità si prevede sia destinata a perdurare finché il contesto geopolitico in Medio Oriente rimarrà incerto. In particolare, si osservano valori elevati nelle ore serali (20:00–22:00) e significativamente più bassi nelle ore centrali della giornata (12:00–14:00). Un andamento analogo si osserva anche nel fine settimana, con uno spread ancora più marcato. Sul mercato del gas, ad aprile 2026 il TTF si attesta a 45,38 €/MWh, in calo di circa -12% rispetto a marzo 2026 e in aumento di circa +24% rispetto ad aprile 2025. Anche il PSV si posiziona a 46,01 €/MWh, registrando una flessione di circa -12% su base mensile e un incremento di circa +22% su base annua. Nuove tensioni arrivano dai mercati petroliferi. L’uscita degli Emirati Arabi Uniti dall’Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio (OPEC+) dal 1° maggio, dopo decenni di adesione, e l’obiettivo di aumentare autonomamente la produzione hanno introdotto ulteriore incertezza nel mercato.

Simest Transizione Digitale ed Ecologica - Nuova misura “Energia per la competitività internazionale” a sostegno delle imprese che hanno subito un impatto diretto sui costi energetici e/o sul fatturato per effetto del conflitto nel Golfo Persico
Dal 25 maggio verrà attivata la misura Simest “Energia per la competitività internazionale” e saranno rafforzate le condizioni per le imprese energivore e per le imprese che hanno sperimentato un calo di fatturato a seguito del conflitto nell’area del Golfo Persico.
Per offrire una risposta mirata alle imprese che hanno subito un impatto diretto sui costi energetici e/o fatturato per effetto della crisi nel Golfo, Simest ha introdotto la misura “Energia per la competitività internazionale”, rivolta alle imprese, PMI e grandi imprese, che rientrino in almeno una delle seguenti condizioni:

  • impresa che ha subito un incremento dei costi medi unitari energetici pari almeno al 10%, come risultante dal confronto tra il periodo a partire dal 1° gennaio 2026 fino al termine, a scelta dell’Impresa, di uno o due mesi antecedenti alla data di presentazione della domanda e il medesimo periodo riferito all’esercizio 2025;
  • impresa che ha subito una riduzione del fatturato pari almeno al 10%, come conseguenza del conflitto nell’area del Golfo Persico, come risultante dal confronto tra il periodo a partire dal 1° gennaio 2026 fino al termine, a scelta dell’Impresa, di uno o due mesi antecedenti alla data di presentazione della domanda e il medesimo periodo riferito all’esercizio 2025.

Ai fini della verifica del requisito, l’impresa deve presentare un’asseverazione redatta da un soggetto iscritto al Registro dei Revisori Legali del MEF, secondo il format previsto da SIMEST. Le imprese beneficiarie devono realizzare un programma di investimento articolato in due componenti: 

  • Transizione digitale e/o ecologica (obbligatoria): almeno il 10% dell'importo deliberato destinato a investimenti per l'innovazione digitale e/o per la transizione ecologica (es: investimenti in hardware, software, investimenti 4.0, fotovoltaico, eolico, efficientamento idrico, altro)
  • Rafforzamento patrimoniale: fino al 90% dell’importo deliberato a investimenti volti al rafforzamento della propria solidità patrimoniale (spese ricadenti nell'attivo patrimoniale tra le immobilizzazioni materiali, immateriali ad esclusione dell’avviamento e delle immobilizzazioni finanziarie. È altresì ammesso il finanziamento soci e l'aumento di capitale sociale di aziende controllate in Italia o all’estero, fino ad un massimo di €. 1.500.000)

L’agevolazione prevede un finanziamento agevolato di importo compreso tra 10 mila euro e massimo 500 mila per microimprese, 2,5 milioni di euro per PMI e start-up innovative, 5 milioni di euro per le altre imprese.
L'impresa può scegliere tra il 10%, il 50% o l'80% del tasso di riferimento UE ad oggi 3,19% (che resta fisso per tutta la durata del finanziamento) non segnalato in centrale rischi. È inoltre prevista una quota a fondo perduto fino al 20% per le grandi imprese e fino al 30% per le PMI, nel limite massimo di 200 mila euro e del de minimis disponibile.
Per le imprese energivore, per quelle che hanno avviato un percorso di efficientamento energetico (comprovato da una diagnosi energetica in corso di validità o di prossima acquisizione), per le imprese rientranti nella misura “Energia per la competitività internazionale” e per le imprese con interessi negli Stati Uniti, è possibile richiedere l’estensione della durata del finanziamento fino a 8 anni, comprensivi di 2 anni di preammortamento, oltre a un anticipo pari al 50% dell’intervento agevolativo.
Sono esentate dalla prestazione di garanzie le imprese con scoring 1 o 2, le PMI innovative, le start-up innovative, le imprese con interessi nei Balcani Occidentali e, fino al 31 dicembre 2026, le imprese energivore e quelle che hanno intrapreso un percorso di efficientamento energetico. 
Il portale per la presentazione delle domande sarà operativo dalle ore 9:00 del 25 maggio 2026.