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09/06/2022

Imprese dell’autotrasporto in ginocchio per l’aumento dei costi

Il protocollo d’intesa firmato a marzo tra governo e associazioni attende ancora la definizione dei codici tributo

Cresce la preoccupazione degli autotrasportatori per l’aumento incontrollato del costo del gasolio che contribuisce ad aggravare un settore già in crisi da anni. 

Le sigle maggiormente rappresentative degli autotrasportatori trentini Associazione Artigiani, Fai-Contrasporto e Confindustria Trento lanciano l’ennesimo grido di allarme per bocca dei loro presidenti Roberto Bellini, degli autotrasportatori di Associazione Artigiani, Andrea Pellegrini, di Fai-Conftrasporto e Andrea Gottardi, degli autotrasportatori industriali. 

“Stiamo ancora aspettando che vengano definiti i codici tributo per fruire dei benefici dati da un accordo Governo-Associazioni a marzo – dicono i tre presidenti -. I benefici dell’accordo dovevano peraltro supportare il settore per l’aumentato costo del gasolio da ottobre 2021 a metà marzo 2022 e da marzo in poi il gasolio ha continuato ad aumentare. Se continua così si rischia il blocco del sistema. Per un’impresa di autotrasporto il costo del carburante incide per oltre il 30% sui costi di gestione, cui vanno aggiunti gli aumenti di tutte le altre materie prime come gomme e ricambi. È una tempesta perfetta – concludono -, perché gli aiuti stanziati a marzo, che ancora non arrivano e non si sa quando arriveranno, sono comunque stati assorbiti dal continuo aumento di carburante e di altri materiali”.

Alcuni numeri:

 
  1. 80% delle merci in Italia avviene con il trasporto su gomma; 
  2. +28% costo del gasolio dal 2021 (costo medio nel 2021 - 1.48€);
  3. +400% aumento dell’additivo AdBlue che utilizzano i veicoli per abbattere l’inquinamento;
  4. +30% costo acquisto camion nuovo - nella maggior parte dei casi con consegna prevista dopo 1 anno;
  5. +57% costo pneumatici, che sono di difficile reperimento.