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«Puntiamo sui controlli digitali»


Scatta l'obbligo del Green Pass, ma la sensazione (se non la certezza) è quella che si tratti solo di un primo passo. Così, è già il momento di guardare al futuro, alle prossime stagioni. In particolare quella invernale, quando gli impianti di risalita torneranno, presumibilmente, a riempirsi di trentini e turisti amanti dello sci. Ad oggi si sono sentite solo indiscrezioni rispetto alla certificazione verde applicata al settore trasporti, ma c'è chi, come la presidentessa dell'Associazione nazionale degli esercenti funiviari, Valeria Ghezzi, si sta già muovendo per pensare a soluzioni rispetto ai controlli e all'organizzazione in favore del Green Pass. «Inevitabilmente, ma da quanto ho capito questa è anche l'idea del Governo, il controllo dovrà avvenire in modo digitale o informatico - ha spiegato Impossibile pensare di controllare ogni passeggero, sarebbe un dispendio enorme di tempo e di risorse. Inoltre, non possiamo essere noi a chiedere i dati sanitari degli utilizzatori, è una cosa che non ci è concessa. La speranza è quella di potersi dotare di un lettore, qualcosa che riconosca il QR Code del Green Pass e che permetta dunque di accedere all'impianto di risalita in tranquillità. In questi mesi estivi il numero di utenti è stato basso, ma sicuramente per questo inverno ci aspettiamo che le cose cambino e che questo strumento, che ci auguriamo possa davvero essere la soluzione a questa situazione, ci consenta anche di lavorare con maggiore serenità». Insomma, non percorribile la strada di un controllo "visivo" cliente per cliente, nonostante, almeno in un primo momento, le normative d'accesso siano serrate. Al momento infatti, prosegue Ghezzi, gli impianti sono soggetti a regole più stringenti rispetto allo scorso anno: inizialmente la capienza era fissata ai due terzi dello spazio nell'abitacolo, attualmente invece è scesa alla metà e con obbligo di distanziamenti e mascherine. «Sperando che con il Green Pass questi vincoli vadano pian piano a cadere - ha concluso la presidente, - il controllo automatico sarà anche fondamentale nell'evitare che si formino code chilometriche d'attesa, spesso più pericolose dell'utilizzo stesso della cabinovia. Studieremo un meccanismo che renda facile e sicuro l'accesso, ma soprattutto rapido. Vogliamo che tutti, nei prossimi mesi, possano tornare ad usare i nostri mezzi di trasporto in totale sicurezza». Valeria Ghezzi La funivia che porta al Sass Pordoi in Val di Fassa

«Il lavoro, anche politico, va pagato»

Gli Imprenditori sono più «comprensivi» dei sindacati sullo sblocco degli adeguamenti Istat per le indennità dei consiglieri regionali. Un giudizio trasversale alle Province e alle categorie. «Il lavoro va sempre pagato» premette Federico Giudiceandrea, presidente di Economia Alto Adige (rete costituta dagli industriali di Assoimprenditori, dagli artigiani di Apa, dagli albergatori di Hgv, dai liberi professionisti di Vsf, dai commercianti dell'Unione, dagli agricoltori del Bauernbund) che, semmai, avanza dubbi sul tempismo. «Siamo in una fase di perdurante difficoltà ragiona Giudiceandrea, ex presidente di Assoimprenditori - per cui forse non è il momento migliore per un aumento. Ciò premesso, non siamo Giudiceandrea «Un impegno da compensare ma questa è ancora una stagione di sacrifici» certo tra quelli che dicono che il lavoro politico non vada compensato. È un impegno gravoso ma, appunto, questa è ancora una stagione in cui in tanti stanno compiendo sacrifici». Una lettura che trova molte assonanze in quella di Claudio Corrarati, portavoce dell'altoatesina Rete Economia, soggetto che associa gli artigiani di Cna con i commercianti di Confesercenti e le centrali cooperative Coopbund e Cooperdolomiti. «Facile cadere nel populismo sostiene Corrarati, peraltro presidente regionale di Cna - ma le valutazioni vanno fatte di testa e non di pancia. Se si sta facendo un lavoro importante, è bene che vi siano indennità adeguate, a maggior ragione in politica, dove abbiamo bisogno di impegno e serietà. Ma se questo aumento è solo frutto di un adeguamento, un po' urta, perché molte aziende sono state in fila per mesi per ricevere i loro 600 euro di indennizzo Covid-19». In ogni modo, Corrarati ritiene controproducente per la democrazia le critiche a prescindere sulle indennità. «Se ogni atto è oggetto di attacchi - aggiunge il portavoce di Rete Economia - rischiamo di non trovare più persone disponibili a impegnarsi nelle istituzioni e questo non sarebbe affatto positivo». Scendendo a sud di Salorno, Fausto Manzana non vede ragioni di scandalo. «Non lo considero in alcun modo un atto inopportuno conferma il presidente provinciale di Confidustria - perché ci sono ruoli e responsabilità importanti che richiedono indennità commisurate». La riflessione, dunque, per Manzana va spostata su un altro piano. «È quello della produttività e della qualità della politica - continua il leader degli industriali trentini -. Leggi e delibere vanno costruite non per aver un facile consenso, ma per rispondere a problemi reali con norme conseguenti e adeguate, che vadano nella direzione di semplificare il quadro». Prudente la lettura di Giovanni Bort, presidente della Camera di commercio trentina e storico numero uno degli albergatori di Unat e della Confcommercio provinciale. «Non entro nel merito - dice - del quanto e del come, mentre sulla opportunità, saranno gli elettori a esprimere le loro valutazioni, quando sarà il momento di tornare alle urne. In generale, comunque, va considerato che ogni lavoro va retribuito e quello di un consigliere provinciale o regionale è particolarmente impegnativo, a maggior ragione in un territorio che gode della peculiarità delle Autonomie speciali».

« Ok sugli impianti, ma in inverno »

La stretta del Green pass obbligatorio per accedere ad alcuni servizi ed eventi fa discutere. Tra favorevoli e contrari, perplessi e dubbiosi. Nel mondo dei trasporti si profila l'obbligatorietà per aerei e treni a lunga percorrenza, forse anche per gli altri mezzi di trasporto pubblico. E gli impianti di risalita, così penalizzati lo scorso inverno da non aver potuto mai aprire? Per il Trentino il trasporto a fune non è certo un comparto secondario, fondamentale per il turismo. Valeria Ghezzi, trentina del Primiero, è presidente nazionale dell'Anef, l'Associazione degli esercenti funiviari di Confindustria. Presidente Ghezzi, Green pass sì o no per cabinovie e funivie? «Io sono favorevole. Ma non da subito. Non adesso, a metà stagione estiva creerebbe disorientamento. Se partiamo domani la vedo difficile... Chi controllerebbe, ad esempio? Benissimo per l'inverno. Noi siamo imprenditori, dobbiamo lavorare. Se il Green Pass ci solleva dalle continue incertezze o dal rischio di non lavorare, ben venga. Può essere la soluzione. Non è un obbligo vaccinale, nel senso che prevede anche la possibilità di avere un recente tampone negativo. Parleremo di Green Pass nel prossimo consiglio Anef». I turisti e gli sciatori lo accetterebbero di buon grado? «La nostra libertà finisce dove comincia quella del prossimo. Servono rispetto e sicurezza sanitaria. Ben venga il Green pass. Ripeto: ora è presto e non ce l'hanno tutti. Ma da qui all'autunno si deve preparare al meglio la stagione invernale in sicurezza. La sicurezza del Green pass è fondamentale: ho visto nel personale dell'azienda come il contagio galoppa. Prende il Covid uno di loro e poi cadono come birilli. La sicurezza serve». L'estate in quota come sta andando? «Diciamo che si va avanti piano. L'anno scorso di questi tempi c'era un boom delle vacanze in montagna. Veniva percepita come più sicura del mare, con più spazi, aria pulita, distanziamento. Quest'anno in molti sono tornati al mare. E mancano gli stranieri. Gli ultimi week-end, poi, il meteo non ci ha aiutato. Ma se gli alberghi sono pieni, c'è gente sugli impianti anche nei giorni infrasettimanali». Il prossimo inverno Green pass solo per salire sulle cabine chiuse o per accedere alle stesse aree sciistiche? «Io direi di renderlo necessario per accedere alle aree sciabili, quindi ai rifugi, ai locali in quota. Noi abbiamo i tornelli. Basterebbe che il governo decidesse in merito e noi potremmo dotare i nostri varchi di accesso di appositi software che leggerebbero direttamente il possesso del Green pass. Se ora abbiamo la capienza limitata al 50 per cento, con il Green pass potremmo portarla all'80 per cento. L'anno scorso abbiamo perso un inverno intero, senza ristori e anche gli investimenti estivi su aree giochi per bambini e sentieristica ne hanno risentito. Vogliamo tornare a lavorare e a poter investire». Gli impianti attivi d'estate, ma si preparano all'inverno