Covid-19 | Lavoro

 

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1. MISURE IN MATERIA DI CASSA INTEGRAZIONE.
2. TRATTAMENTI DEI DATI PERSONALI DI VACCINAZIONE DEI DIPENDENTI.
3. CIRCOLARI LAVORO E PREVIDENZA.
 

Il Green Pass nei luoghi di lavoro

Nell'intenzione di fornire un supporto alle imprese nell’applicazione della nuova normativa introdotta dal Decreto-legge 127/2021 e contribuire a chiarire i delicati profili interpretativi e le criticità operative che si sono concretizzate nella prima settimana dopo l’entrata in vigore dell’obbligo, riportiamo i materiali presentati durante l'evento "Il Green Pass nei luoghi di lavoro" organizzato dall'Associazione in collaborazione con Studio Trifirò & Partners di Milano svoltosi in data 21 ottobre 2021.

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1. NUOVE MISURE IN MATERIA DI CASSA INTEGRAZIONE COVID 19 PREVISTE DAL DECRETO LEGGE 22 MARZO 2021 (CD. DECRETO SOSTEGNI)

I datori di lavoro che sospendono o riducono l’attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica da COVID-19, possono presentare domanda di concessione del trattamento ordinario di Cassa integrazione guadagni (CIGO), per una durata massima di 13 settimane nel periodo compreso tra il 1° aprile 2021 al 30 giugno 2021.

Si conferma che le nuove 13 settimane non sono a titolo oneroso e non prevedono alcun contributo addizionale.


Solo per i trattamenti di Assegno ordinario e Cassa integrazione in deroga il periodo di riferimento è quello compreso tra il 1° aprile 2021 e il 31 dicembre 2021 e la durata massima dell’integrazione è pari a 28 settimane. 

Alleghiamo alla presente un modello aggiornato della comunicazione che l’impresa potrà utilizzare per l’informativa alle Organizzazioni sindacali: All. 2), 3) o 4) rispettivamente per Cassa integrazione, Fondo Integrazione Salariale Nazionale e Fondo di Solidarietà del Trentino.

Alleghiamo altresì indirizzi PEC delle categorie sindacali provinciali (All. 5). 
  
Confindustria Trento rimane in ogni caso disponibile ad inviare in nome e per conto delle aziende associate la comunicazione alle Organizzazioni sindacali: in tale ipotesi chiediamo all’azienda di compilare il modello allegato (All. 6) e inviarlo a lavoro@confindustria.tn.it.

In entrambi i casi sarà cura dell’azienda inoltrare la comunicazione alla RSU ove presente.


Allegati

 

2. TRATTAMENTI DEI DATI PERSONALI DI VACCINAZIONE DEI DIPENDENTI

Con le FAQ sulla comunicazione dei dati di vaccinazione in azienda, il Garante privacy ha quindi voluto fornire indicazioni utili ad imprese, enti e amministrazioni pubbliche affinché possano applicare correttamente la disciplina sulla protezione dei dati personali nel contesto emergenziale, anche al fine di prevenire possibili trattamenti illeciti di dati personali e di evitare inutili costi di gestione o possibili effetti discriminatori.

Conoscenza da parte del datore di lavoro del dato personale sulla vaccinazione
Nelle Faq viene chiarito come il datore di lavoro non possa acquisire, neanche con il consenso del dipendente o tramite il medico compente, i nominativi del personale vaccinato o la copia delle certificazioni vaccinali. Ciò non è consentito dalla disciplina in materia di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, oltre che dalle disposizioni sull’emergenza sanitaria. Peraltro, il consenso del dipendente non può costituire, in questi casi, una condizione di liceità del trattamento dei dati. Il datore di lavoro può esclusivamente acquisire, in base al quadro normativo vigente, i giudizi di idoneità alla mansione specifica redatti dal medico competente (che potrà invece verificare nella propria anamnesi se il lavoratore risulti o meno vaccinato). Il Garante ha poi chiarito come - in attesa di un intervento del legislatore nazionale che eventualmente imponga la vaccinazione anti Covid-19 quale condizione per lo svolgimento di determinate professioni, attività lavorative e mansioni -, nei casi di esposizione diretta ad “agenti biologici” dovuta all’attività lavorativa (ad esempio, nel contesto sanitario) si applichino le disposizioni vigenti sulle “misure speciali di protezione” previste per tali ambienti lavorativi.

Ruolo del medico competente
Anche in questi casi, solo il medico competente, nella sua funzione di raccordo tra il sistema sanitario e il contesto lavorativo, può trattare i dati personali relativi alla vaccinazione dei dipendenti. Il datore di lavoro deve quindi limitarsi ad attuare, sul piano organizzativo, le misure indicate dal medico competente nei casi di giudizio di parziale o temporanea inidoneità.


Allegati


3. CIRCOLARI LAVORO E PREVIDENZA

 
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Contatti

Andrea Marsonet
☎ +39 0461360008
📧 lavoro@confindustria.tn.it