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24/06/2021

"Capitale periferia: i nuovi centri del valore"

Questo il tema del quinto appuntamento del ciclo di incontri “Una certa idea di futuro, il format promosso da Confindustria Trento in collaborazione con l’Università di Trento e moderato da Alessandro Garofalo, per riflettere da protagonisti sul futuro che verrà.

In apertura il contributo dell’antropologo Duccio Canestrini ha dato il là al dibattito, elencando le principali caratteristiche dell’Homo Tridentinus. Montanaro, laconico, introverso, in un certo senso insofferente nei confronti dei forestieri e degli stranieri, orientato più all’accumulo che all’investimento e incongruente, poiché orientato alla green economy, ma poco lungimirante nello sfruttamento dell’ambiente.

Un ritratto graffiante, ma veritiero al quale ha fatto eco l’intervento di Fabio Tamburini, Direttore de "Il Sole 24 Ore, Radiocor e Radio24, che con una provocazione ha evidenziato, poi smentito, dati alla mano, da Manzana, come lo sviluppo e il benessere del territorio Trentino siano la conseguenza di importanti contributi ricevuti dal Governo Italiano. “Un territorio – ha spiegato Tamburini – che funge oggi da polo di attrazione. Il lavoro a distanza rappresenta un’occasione formidabile per ridisegnare la nostra vita, le città e i territori. Un fenomeno che sta interessando tutto l’Occidente e che cambierà lo sviluppo urbanistico dando una forte spinta verso il decentramento. Una partita da giocare, nella quale le infrastrutture giocheranno un ruolo decisivo.”

Un focus sull’economia trentina degli ultimi quindici anni  è stato presentato da Renato Mason, Segretario CGIA di Mestre, Associazione Artigiani e Piccole Imprese di Mestre e da Daniele Nicolai, ricercatore presso la CGIA di Mestre, che hanno evidenziato come l’economia trentina sia riuscita a contrastare gli effetti di una crisi senza precedenti, con un PIL sceso quanto la media italiana, nonostante la rilevanza del turismo messo in ginocchio dal Covid-19 e con previsioni di ripresa interessanti specie sul fronte degli investimenti, fondamentali per gettare le basi della crescita futura in un mondo in cui sostenibilità e qualità della vita sono parole d’ordine. “Sono due gli aspetti preoccupanti – ha segnalato Mason-. Il primo riguarda il fatto che il passaggio di proprietà sta riguardando sempre più anche le medie e piccole imprese; il secondo riguarda il fatto che le nuove generazioni sono sempre meno orientate all’autoimprenditorialità e le cause sono da ricercare nella burocrazia, nella difficoltà di accedere al credito, nell’utilizzo poco ottimizzante delle risorse acquisite con il fisco e nel rigido quadro regolatore”.

Fausto Manzana, Presidente di Confindustria Trento, ha sottolineato come l’autonomia trentina non comporti costi per lo Stato Italiano, mostrando come il PIL pro capite sia passato dai 99 punti % del 1951 ai 131 del 2018. 

All’incontro hanno preso parte anche Franco Ianeselli, Sindaco di Trento, Flavio Deflorian, Rettore dell’Università di Trento e Marcello Lunelli, del Consiglio di Presidenza dell’Associazione degli industriali di Trento