Statuto e regolamento

Regolamento di attuazione dello Statuto

 

TITOLO I - RAPPORTO ASSOCIATIVO 

CAPO I - Domanda di adesione: comunicazione, perfezionamento e impugnazione delle decisioni (rif. art. 4, 6° comma, Statuto) 
1.        La domanda di adesione all’Associazione è presentata su apposito modulo predisposto dall’Associazione e sottoscritta dal legale rappresentante dell’impresa. 
2.        L’adesione decorre a tutti gli effetti dalla data della delibera del Consiglio di Presidenza ed è comunicata a mezzo posta elettronica all’impresa interessata. 
3.        In caso di pronuncia negativa del Consiglio di Presidenza è ammesso ricorso entro 10 giorni da parte dell’impresa richiedente al Consiglio Generale che - nel caso di accoglimento della domanda - decide in modo inappellabile. 

CAPO II - Cessazione del rapporto associativo: cause e modalità (rif. art. 4, 9° comma, nonché art. 6, 2° comma, Statuto) 
1.        La cessazione del rapporto associativo può avvenire per le seguenti cause: 
-          dimissioni del socio; 
-          recesso del socio; 
-          risoluzione unilaterale da parte dell’Associazione; 
-          fallimento dichiarato con sentenza passata in giudicato; 
-          cessazione dell’attività aziendale. 
2.        Le dimissioni devono essere formalizzate per iscritto ed hanno efficacia – trascorso il biennio iniziale - dal primo giorno dell’anno solare successivo se comunicate entro il 30 settembre; in caso contrario avranno efficacia a partire dal primo giorno del secondo anno solare successivo; durante il               decorso del preavviso il rapporto associativo manterrà pienezza di contenuti fino alla naturale scadenza. 
3.        Il recesso del socio può avvenire: 
a.        per voto contrario a modifiche statutarie, con obbligazione contributiva fino alla fine dell’anno solare in corso;
b.        in presenza di cause ostative al mantenimento del rapporto associativo, con immediata e contestuale cessazione di ogni diritto e dovere, fatta eccezione per la corresponsione del contributo dovuto fino al termine di normale scadenza del rapporto. 
4.        La risoluzione unilaterale da parte dell’Associazione può conseguire ad infrazioni del Codice Etico e dei Valori Associativi e qualora sussistano cause di oggettiva ed accertata gravità, ostative al mantenimento del rapporto associativo. La risoluzione è deliberata dal Consiglio di Presidenza e                   comporta la cessazione immediata di tutti i diritti e doveri, fatto salvo l’obbligo contributivo che permane fino alla fine dell’anno solare in corso. 
5.        In caso di sentenza dichiarativa di fallimento, il Consiglio di Presidenza ha la facoltà di deliberare la sospensione del rapporto associativo dalla data della sentenza fino al passaggio in giudicato della stessa; per le altre procedure concorsuali il Consiglio di Presidenza ha la facoltà di deliberare la             sospensione del rapporto associativo, con effetto anche sugli obblighi contributivi, in caso di eccessivo protrarsi dei tempi o di eventuali utilizzi difformi e strumentali della procedura. 

CAPO III – Sanzioni (rif. art. 6, 2° comma, Statuto) 
1.        Le imprese o le persone che le rappresentano negli organi associativi, qualora si rendessero inadempienti agli obblighi derivanti dal rapporto associativo, sono soggette alle seguenti sanzioni: 
a)        censura da parte del Presidente, in forma orale negli organi direttivi o in forma scritta diretta all’interessato, in caso di comportamenti rapidamente riconducibili ai princìpi organizzativi generali; 
b)        sospensione dell’impresa associata, deliberata dal Consiglio di Presidenza, per una durata massima di 12 mesi con permanenza degli obblighi contributivi, in caso di morosità contributiva in atto da almeno due anni; 
c)        decadenza dei rappresentanti dagli organi associativi deliberata dal Collegio speciale dei Probiviri per gravi motivi, tali da rendere incompatibile la permanenza nella carica ricoperta; 
d)        espulsione dell’impresa associata, deliberata dal Consiglio generale a maggioranza qualificata dei ⅔ dei voti presenti, in caso di gravi e ripetute violazioni degli obblighi associativi quando nessuna altra soluzione sia ormai più praticabile e in caso di morosità contributiva in atto da almeno tre                   anni; 
2.        Le sanzioni comminate dagli organi associativi sono impugnabili davanti al Collegio speciale dei Probiviri mentre le sanzioni comminate dal Collegio speciale dei Probiviri sono impugnabili davanti agli altri Probiviri eletti dall’Assemblea. In entrambi i casi il ricorso, che non ha effetto sospensivo,               deve essere proposto entro i 10 giorni successivi alla comunicazione della delibera con le modalità previste dal Titolo V del presente regolamento. 


TITOLO II - FUNZIONAMENTO ORGANI (rif. art. 8, 13° comma, art. 9, 8° comma, art. 10, 7° comma, art. 13, 7°-8° e 9° comma nonché art. 15, 4° comma, Statuto) 

CAPO I - Convocazione delle riunioni 
1.        Le riunioni degli organi vengono convocate con comunicazione del Presidente, inviata per posta elettronica con indicazione di data, ora, luogo della convocazione e ordine del giorno; la trasmissione di eventuale documentazione integrativa può anche avvenire in seguito, però non oltre i 3 giorni             precedenti l’Assemblea e le 24 ore antecedenti le riunioni di tutti gli altri Organi. 
2.        I termini di preavviso per le convocazioni degli organi sono regolati come segue: 
a.        per Assemblea: almeno 10 giorni, ridotti a 5 in caso di urgenza; fermo restando che la riduzione del termine non è ammessa per adempimenti elettorali, modifiche statutarie e scioglimento; 
b.        per Consiglio generale e Consiglio di Presidenza: almeno 5 giorni, ridotti a 3 in caso di urgenza. 
3.        E’ prevista la richiesta al Presidente di convocazione straordinaria degli Organi che è così disciplinata: 
a.        per Assemblea: è ammessa su istanza del Consiglio generale o di almeno il 20% dei voti complessivi assegnati; 
b.        per Consiglio generale: è ammessa su richiesta di almeno un terzo dei componenti dell’organo medesimo o su richiesta dei Revisori Contabili limitatamente a questioni connesse con l’esercizio delle loro funzioni; 
c.        per Consiglio di Presidenza: è ammessa su richiesta di almeno un terzo dei componenti dell’organo medesimo. 
4.        Gli organi associativi possono autoconvocarsi in caso di inerzia del Presidente protratta per oltre 10 giorni, nel rispetto dei quorum previsti per la richiesta di convocazione straordinaria di cui al precedente punto 3. 
5.        Ad inizio anno solare viene data comunicazione di un calendario delle riunioni ordinarie del Consiglio generale e del Consiglio di Presidenza. 

CAPO II - Costituzione e svolgimento delle riunioni 
1.        In ordine al regolare svolgimento delle riunioni associative sono previsti i seguenti quorum costitutivi: 
a)        per Assemblea: è regolarmente costituita con l’intervento di almeno il 20% dei voti esercitabili; trascorsa un’ora, in seconda convocazione, viene meno la necessità di un quorum con l’esclusione delle decisioni in materia di adempimenti elettorali, modifiche statutarie e scioglimento che devono               essere assunte necessariamente nel rispetto del quorum dettato per la prima convocazione; 
b)        per Consiglio generale: è validamente costituito con l’intervento di almeno ¼ dei componenti, fatte salve le decisioni in materia di adempimenti elettorali, modifiche statutarie e scioglimento che richiedono la presenza di almeno la metà dei componenti; 
c)        per Consiglio di Presidenza: è validamente costituito con l’intervento della maggioranza dei componenti. 
           Nel calcolo del quorum le frazioni decimali sono arrotondate per eccesso se pari o superiori alla metà, per difetto se inferiori. 
           Solo per il Consiglio generale e per il Consiglio di Presidenza concorrono al raggiungimento del quorum i membri collegati in video e audioconferenza. 
2.        Il Presidente dell’Associazione presiede le riunioni degli organi associativi; in caso di sua assenza o impedimento viene sostituito dal Vice Presidente più anziano di età. 
3.        In Assemblea, Consiglio generale e Consiglio di Presidenza le funzioni di segretario sono attribuite al Direttore o ad altra persona della struttura associativa dal medesimo designata. 
4.        In Assemblea è ammessa la possibilità di attribuire al massimo una delega ad altro associato con diritto di voto, mentre per l’intervento in Consiglio generale e nel Consiglio di Presidenza non sono ammesse deleghe. 
5.        In Consiglio generale ciascun componente può esprimere un solo voto, anche nel caso in cui intervenga a più titoli. 
6.        Non sono ammessi inviti permanenti – esclusi quelli di diritto – ma solo a singole riunioni in ragione del contributo che può essere assicurato sui temi all’ordine del giorno. 

CAPO III – Deliberazioni e verbali 
1.        In ordine alla valida assunzione delle deliberazioni nelle riunioni associative sono previsti i seguenti quorumdeliberativi generali, al raggiungimento dei quali concorrono sempre anche le schede nulle: 
a)        in Assemblea e in Consiglio generale: le decisioni sono adottate a maggioranza semplice, senza tenere conto di astenuti e schede bianche; 
b)        in Consiglio di presidenza: le decisioni sono adottate a maggioranza semplice tenendo conto di astenuti e schede bianche. 
2.        Sono previsti i seguenti quorum deliberativi speciali: 
a)        per le modifiche statutarie: in Assemblea è richiesto l’intervento di una maggioranza qualificata non inferiore al 55% dei voti che rappresentino almeno il 15% dei voti esercitabili, mentre in Consiglio generale sarà necessaria la maggioranza assoluta dei presenti che rappresentino almeno il 15%             dei componenti totali; 
b)        per lo scioglimento: in Assemblea è richiesta la maggioranza qualificata dei ¾ dei voti esercitabili, mentre in Consiglio generale sarà necessaria la maggioranza assoluta dei presenti che rappresentino almeno il 15% dei componenti totali. 
3.        Modalità di votazione: 
a)        la modalità generale di votazione è a scrutinio palese, per alzata di mano con chiamata in sequenza di favorevoli, contrari e astenuti; in caso di parità è attribuito valore doppio al voto del Presidente; 
b)        lo scrutinio segreto, inderogabile per modifiche statutarie e scioglimento e utilizzato in via preferenziale per le votazioni concernenti persone, può essere richiesto anche per altre deliberazioni da almeno ¼ dei voti presenti in Assemblea o ¼ dei componenti del Consiglio generale e del Consiglio             di Presidenza; 
c)        è possibile ricorrere a sistemi di votazione elettronici, purché si garantisca la segretezza del voto; 
d)        è ammessa la partecipazione in video e audio conferenza; le persone in collegamento partecipano alle votazioni a scrutinio palese, fatta salva l’attivazione di modalità idonee a garantire la segretezza del voto; 
e)        la proclamazione degli eletti avverrà in ordine alfabetico e senza indicazione del numero di preferenze conseguite; 
f)         la verbalizzazione è necessaria per tutte le riunioni di Assemblea, Consiglio generale e Consiglio di Presidenza.

CAPO IV - Referendum per modifiche statutarie 
           La procedura è così schematicamente disciplinata: 
a.        indetto dal Presidente, su proposta del Consiglio Generale; 
b.        indicazione del giorno, ora e luogo dello scrutinio e nomina di due scrutatori; 
c.        almeno 20 giorni tra la data di indizione e lo scrutinio; 
d.        relazione illustrativa sulle modifiche statutarie sottoposte a referendum e quesiti referendari formulati in modo chiaro e semplice per consentire l’espressione di voto attraverso risposte affermative o negative; 
e.        ciascun socio dispone dello stesso numero di voti attribuiti in Assemblea. 


TITOLO III - CARICHE ASSOCIATIVE - (rif. artt. 9, 10, 11, 13, 14 e 15 Statuto) 

CAPO I – Principi generali 
1.        Criterio fondamentale è quello della gratuità in generale delle cariche, a tal punto che comprovate situazioni difformi costituiscono causa di decadenza automatica dalla carica, deliberata dal Collegio speciale dei Probiviri e non ricorribile. 
2.        In attuazione del principio di rotazione, i limiti di durata massima dei mandati sono regolati, con riferimento ai singoli organi associativi, come segue: 
a)        per il Presidente: 4 anni massimo senza possibilità di ulteriori rielezioni; 
b)        per i Vice Presidenti elettivi: 8 anni consecutivi, per effetto di più rinnovi del mandato biennale, con possibilità di ulteriori rielezioni allo stesso titolo solo dopo un’interruzione di almeno un mandato; 
c)        per i componenti degli organi direttivi, compresi quelli di Sezione Merceologica e quelli di Territorio: 8 anni consecutivi, per effetto di un rinnovo del mandato quadriennale, con possibilità di ulteriori rielezioni allo stesso titolo solo dopo un’interruzione di almeno un mandato; 
d)        per i componenti degli organi di controllo: 8 anni consecutivi, per effetto di un rinnovo del mandato quadriennale, con possibilità di ulteriori rielezioni allo stesso titolo solo dopo un’interruzione di almeno un mandato.
3.        Ai fini della rotazione, le cariche ricoperte per un tempo superiore alla metà del mandato si intendono rivestite per l’intera durata del mandato, tenendo conto che l’elezione a diverso titolo negli organi non costituisce rielezione. 
4.        In caso di dimissioni o di altre cause di cessazione dalla carica associativa sono necessarie elezioni suppletive all’interno del Consiglio generale per la ricomposizione del Consiglio di Presidenza, mentre per tutti gli altri organi è possibile che subentri il primo dei non eletti. 

CAPO II – Requisiti di accesso 
1.        Per le cariche alla Presidenza ed al Consiglio di Presidenza dell’Associazione non possono essere ammesse le candidature di coloro che risultino privi di completo inquadramento e che non ricoprano una posizione di responsabilità aziendale di grado rilevante, come specificato nel regolamento             di attuazione dello Statuto confederale. 
2.        Per tutte le cariche associative non possono candidarsi coloro che abbiano riportato condanne, anche non passate in giudicato, per le figure di reato individuate dal Codice Etico e dei Valori Associativi come particolarmente lesive dell’immagine dell’organizzazione confederale nonché coloro per             i quali è in corso l’applicazione di misure interdittive; non possono altresì candidarsi coloro che evidenziano situazioni di incompatibilità rispetto al divieto di cumulare cariche associative tra loro e con incarichi politici, secondo quanto previsto dalle delibere di Confindustria. 
3.        Per i Probiviri e i Revisori non è richiesto il requisito del completo inquadramento e della responsabilità aziendale di grado rilevante. 
4.        La verifica delle candidature per le cariche associative è compito del Collegio speciale dei Probiviri. 

CAPO III – Decadenza 
1.        La mancanza del requisito della responsabilità aziendale di grado rilevante o del completo inquadramento – qualora non intervengano le dimissioni volontarie – comporta la decadenza immediata dalla carica dichiarata dall’organo di appartenenza; per il Presidente e i Vice Presidenti l’eventuale             decadenza sarà deliberata dal Collegio speciale dei Probiviri, con possibilità di ricorso ai restanti Probiviri eletti dall’Assemblea. 
2.        L’assenza ingiustificata a tre riunioni consecutive di un organo associativo o la mancata partecipazione alla metà delle riunioni indette nell’anno solare comporta la decadenza automatica, accertata e dichiarata dall’organo di appartenenza. 
3.        Il Collegio speciale dei Probiviri può deliberare sempre, anche solo a maggioranza, la decadenza dalle cariche per motivi tali da rendere impossibile la prosecuzione dell’incarico. 
4.        In situazioni di criticità, l’autosospensione dalla carica è comportamento associativo virtuoso a tutela del quadro etico-valoriale del Sistema; è facoltà del Collegio speciale dei Probiviri esprimere indirizzi e sollecitazioni in tal senso, destinati ai singoli interessati. 
5.        A seguito della dichiarazione di decadenza non è ammessa la rieleggibilità per almeno un mandato successivo alla dichiarazione stessa. Nei casi di decadenza disposti dal Collegio speciale dei Probiviri la non rieleggibilità si applica per due mandati successivi. 


TITOLO IV - ELEZIONI (rif. artt. 8, 9, 11, 12 e 13 Statuto) 

CAPO I - Formazione delle liste per l’elezione dei rappresentanti negli organi direttivi, dei Probiviri e dei Revisori contabili 
1.        La modalità preferenziale per la formazione delle liste dei candidati consiste nella raccolta dei nominativi espressi dalla base associativa che saranno poi oggetto di verifica da parte del Collegio speciale dei Probiviri. 
2.        Per la carica di Probiviro e Revisore contabile sono ammesse - oltre a quelle espresse dalla base associativa al proprio interno - anche le candidature di terzi esterni, purché si tratti di persone comunque in possesso di competenze specifiche rispetto al ruolo da ricoprire. 
3.        Il Collegio speciale dei Probiviri può disporre l’esclusione dalle liste elettorali per mancanza dei requisiti con eventuale ricorso ai restanti Probiviri. 
4.        Il numero dei candidati per gli organi associativi deve essere sempre superiore ai seggi da ricoprire. 
5.        Il numero massimo di preferenze ammesse – da evidenziare sulla scheda di voto - non può mai superare i ⅔ dei seggi da ricoprire. 

CAPO II – Procedura per l’elezione del Presidente 
1.        Nella fase delle consultazioni, la Commissione è tenuta ad attivare uno specifico indirizzo di posta elettronica, a predisporre un calendario con almeno cinque date di incontri e a comunicarlo a tutti gli associati con congruo preavviso; in alternativa all’audizione personale dei soci sono ammesse             modalità comunque in grado di garantire riservatezza e riconducibilità delle opinioni espresse, come audio e videoconferenze, mail riservate e lettere personali, ad esclusione dei fax. 
2.        La Commissione può operare temporaneamente anche con la presenza di due soli componenti, fermo restando che in caso di impedimento definitivo si deve procedere ad integrare la Commissione con un componente di riserva precedentemente individuato in fase di sorteggio. 
3.        Il più anziano di età dei componenti della Commissione di designazione dà lettura della relazione dinanzi al Consiglio generale. 
4.        I candidati possono rendere dichiarazioni programmatiche prima del voto del Consiglio generale. 
5.        Anche in caso di un unico candidato è comunque necessario procedere a scrutinio segreto, tramite scheda recante espressione di voto a favore o contraria rispetto alla proposta della Commissione di designazione. 
6.        In caso di due o più candidati, le schede di voto riporteranno in ordine alfabetico i relativi nominativi. 
7.        La Commissione può sottoporre al Consiglio generale fino ad un massimo di tre candidati per la Presidenza. 
8.        Qualora non venga raggiunto il quorum richiesto alla prima votazione si procede nel modo seguente: 
a)        in caso di candidato unico, la proposta della Commissione di designazione si intende respinta; nel caso di due candidati, si dà luogo alla ripetizione immediata della votazione, intendendosi respinte entrambe le proposte nell’ipotesi di ulteriore mancato raggiungimento del quorum
b)        in caso di tre candidati, si procede al ballottaggio tra i due più votati nel primo scrutinio, ritenendosi respinte entrambe le proposte se non fosse ancora raggiunto il quorum
c)        in caso di parità tra voti favorevoli e contrari, ovvero tra due candidati, si dà luogo all’immediata ripetizione della votazione. Qualora il risultato di parità dovesse permanere, si procede alla convocazione di una nuova riunione per la ripetizione della votazione. Alla terza votazione le proposte si                 intendono respinte se non viene raggiunto il quorum necessario o si registri nuovamente un risultato di parità. 
9.        Le consultazioni riprendono in caso di non accoglimento delle proposte della Commissione di designazione che rimane in carica per un secondo mandato di audizioni, al termine del quale - in caso di nuovo esito negativo - si procederà alla formazione, tramite sorteggio, di una nuova                               Commissione di designazione. 
10.      La votazione in Assemblea sulla proposta di Presidente designato deliberata dal Consiglio generale, avviene a scrutinio segreto con scheda recante espressione di voto a favore o contraria rispetto alla proposta medesima. 
11.      Non è ammessa in ogni caso la presentazione diretta in Assemblea di altre candidature che non siano state approvate dal Consiglio generale. 
12.      In caso di voto negativo dell'Assemblea le consultazioni riprendono con un secondo mandato della Commissione di designazione in carica, fermo restando che, nell’ipotesi di ulteriore esito negativo della procedura, deve essere insediata una nuova Commissione. 
13.      In caso di mancato raggiungimento del quorum deliberativo dell’Assemblea la proposta della Commissione di designazione, approvata dal Consiglio generale, resta ferma e viene sottoposta ad una nuova Assemblea appositamente convocata; solo dopo due ulteriori riunioni andate deserte è                 necessario che le consultazioni riprendano daccapo. 

CAPO III – Procedura per l’elezione dei Vice Presidenti 
1.        Il Presidente designato dal Consiglio generale individua i Vice Presidenti con le rispettive deleghe e li sottopone, in una riunione successiva a quella di designazione, all’approvazione del Consiglio generale. 
2.        Il Consiglio generale delibera “in blocco” e a scrutinio segreto su tutti i nominativi, con scheda recante espressione di voto a favore o contraria rispetto alla proposta del Presidente designato. 
3.        L’Assemblea, con un’unica votazione, elegge il Presidente, i Vice Presidenti e approva il programma di attività.


TITOLO V - PROBIVIRI (rif. art. 13 Statuto e rinvio a normativa confederale) 

CAPO I - Collegio arbitrale 
1.        Il Collegio arbitrale viene attivato con la presentazione di un ricorso alla segreteria dei Probiviri entro 60 giorni dai fatti ritenuti pregiudizievoli. Il termine per l’impugnazione delle sanzioni è di 10 giorni dalla loro comunicazione. 
2.        Il ricorso deve contenere una sintesi dei motivi della richiesta di intervento, con indicazione del Proboviro di fiducia tra i Probiviri eletti in Assemblea che non appartengono al Collegio speciale. 
3.        Al momento della presentazione del ricorso è fatto obbligo al richiedente di versare un deposito cauzionale mediante bonifico bancario su conto corrente dedicato a progetti speciali. L’importo del deposito cauzionale è stabilito all’inizio di ogni anno dal Collegio speciale tra il 20% e il 50% del                   contributo associativo minimo. La copia della ricevuta di avvenuto bonifico deve essere depositata unitamente al ricorso. 
4.        Il Collegio gode di ampia discrezionalità in merito alla procedura da seguire ed ai mezzi istruttori da assumere, con facoltà di disporre audizioni personali ed esibizione di documenti. 
5.        Il Collegio arbitrale dà comunicazione ai Probiviri di Confindustria della controversia al medesimo sottoposta, potendo il Collegio speciale dei Probiviri di Confindustria, di propria iniziativa o su richiesta, fornire elementi di orientamento per la composizione del contenzioso. 

CAPO II - Collegio speciale 
1.        I componenti del Collegio speciale – costituito da almeno tre Probiviri - non possono essere nominati arbitri per la risoluzione di una controversia interna. 
2.        Il Collegio interviene in via ordinaria su impulso degli organi direttivi ed è investito delle seguenti funzioni: 
a)        rilascia parere obbligatorio sul profilo personale e professionale dei candidati alle cariche, fermo restando che per i candidati alla Presidenza il parere è vincolante; 
b)        interpreta la normativa interna di Confindustria Trento; 
c)        dichiara la decadenza dalle cariche associative per motivi tali da rendere impossibile la prosecuzione dell’incarico; 
d)        vigila a presidio generale della vita associativa; 
e)        esamina i ricorsi sulle domande di adesione. 

CAPO III – Segreteria dei Probiviri e rinvio al Regolamento unico di Sistema di Confindustria 
1.        La segreteria dei Probiviri è affidata al Direttore o ad altra persona all’interno della Struttura appositamente delegata dal medesimo. 
2.        Per tutto quanto non disciplinato in merito all’attività del Collegio arbitrale e del Collegio speciale di cui ai Capi I e II del presente Titolo V si fa espresso e specifico rinvio al Regolamento unico di Sistema di Confindustria nazionale; identico rinvio opera per quanto attiene alla sospensione dei                   termini procedurali. 


TITOLO VI - ARTICOLAZIONE ORGANIZZATIVA: RAPPRESENTANZA DELLE SEZIONI MERCEOLOGICHE E DEI TERRITORI (rif. artt. 14 e 15 Statuto) 

CAPO I – Sezioni merceologiche 
1.        Le disposizioni del presente Capo hanno lo scopo di dare attuazione a quanto dettato nell’art. 15 dello Statuto in merito all’attività delle Sezioni merceologiche che sono parte costitutiva fondamentale dell’Associazione. 
           Le Sezioni perseguono nei propri ambiti settoriali i fini statutari generali, in modo che in ciascuna di esse si esprima, nella forma più diretta ed efficace, la volontà delle imprese che vi appartengono; le Sezioni svolgono la funzione essenziale di attuare una continua partecipazione degli Associati             alla vita associativa, in modo da consentire la massima corrispondenza possibile tra l’azione dell’Associazione e gli interessi degli imprenditori riuniti in Sezioni omogenee. 
2.        Le Sezioni merceologiche costituite all’interno di Confindustria Trento sono: 
Ø        Sezione Alimentazione 
Ø        Sezione Autotrasporto 
Ø        Sezione Carta e Grafica 
Ø        Sezione Chimica, Vetro, Gomma e Plastica 
Ø        Sezione Estrattive e Materiali da Costruzione 
Ø        Sezione Impianti a Fune 
Ø        Sezione Industrie Varie 
Ø        Sezione Legno 
Ø        Sezione Metalmeccanica 
Ø        Sezione Porfido 
Ø        Sezione Servizi Innovativi e Tecnologici 
Ø        Sezione Sistema Moda 
3.        Le imprese appartenenti al medesimo ambito o settore merceologico che ritenessero opportuna, per importanza o per numero di associate, la costituzione di una nuova specifica Sezione possono formulare proposta motivata al Consiglio di Presidenza che poi la sottoporrà alla deliberazione del             Consiglio generale: il medesimo procedimento viene adottato nel caso in cui si intenda sciogliere eventuali Sezioni merceologiche costituite. 
4.        Le Sezioni merceologiche possono operare mediante iniziative a supporto dell’attività e dello sviluppo delle imprese alle stesse appartenenti, anche promuovendo la costituzione da parte delle imprese di società, consorzi o enti funzionali alle esigenze delle realtà economiche interessate. 
5.        Gli appartenenti alle Sezioni – in caso di organizzazione di speciali eventi - potranno essere chiamati a sostenere, mediante contributi speciali o tramite ricorso a sponsorizzazioni, le spese particolari che tali eventi dovessero comportare: i contributi così raccolti e le spese inerenti dovranno                     essere contabilizzati dall’Associazione in specifici conti di bilancio. 
6.        Su proposta della singola Sezione e conseguente deliberazione conforme del Consiglio di Presidenza, le Sezioni possono essere articolate al proprio interno in ulteriori Gruppi in relazione alle specifiche esigenze rappresentate dalle imprese e alle caratteristiche evolutive dei comparti produttivi. 
7.        All’Assemblea di Sezione sono applicabili – per quanto attiene alle modalità di convocazione e di regolare costituzione - le norme relative all’Assemblea; ogni Associato partecipante all’Assemblea di Sezione – purché in regola con il pagamento dei contributi associativi - ha diritto a votare in                   sede di assunzione delle deliberazioni; nell’attribuzione dei voti opera il criterio proporzionale stabilito nell’art. 8 dello Statuto associativo. 
           Le deliberazioni sono assunte a maggioranza assoluta dei voti presenti mediante votazione palese o segreta, col metodo che verrà di volta in volta stabilito dall’Assemblea su proposta del Presidente. 
           Ogni Associato, che può intervenire nella persona del legale rappresentante o di persona delegata a rappresentare l’impresa secondo quanto previsto dall’art. 8 dello Statuto, ha diritto di farsi rappresentare nell’Assemblea di Sezione da altro Associato mediante apposita delega scritta: in ogni               caso nessun Associato può essere portatore di più di una delega rilasciata da altro Associato. 
           Spetta all’Assemblea di Sezione: 
a.        eleggere le cariche sociali interne alla Sezione e i rappresentanti aggiuntivi della Sezione, oltre al Presidente, nel Consiglio generale e nel Comitato Piccola Industria, alle scadenze previste dallo Statuto; 
b.        indicare i nominativi di più candidati per le cariche direttamente riconducibili alla Sezione, all’interno o all’esterno dell’ambito associativo, su tempestiva informazione da parte del Consiglio di Presidenza cui verranno poi sottoposti per la deliberazione e che in ogni caso dovrà tenerne conto; 
c.        determinare le norme atte ad assicurare la regolare operatività della Sezione nel quadro statutario e secondo lo spirito dello Statuto medesimo. 
           Di tutte le delibere dovrà essere predisposto apposito verbale a cura del funzionario investito del ruolo di segretario di Sezione. 
8.        Fermo restando il rinvio alle disposizioni statutarie e regolamentari in merito alle modalità di convocazione e di regolare costituzione del Comitato di Sezione, ogni componente eletto del Comitato di Sezione ha diritto ad un voto in sede di assunzione delle deliberazioni. 
           Le deliberazioni sono assunte a maggioranza assoluta dei presenti. 
           In dettaglio, tra le prerogative del Comitato di Sezione, spetta al medesimo: 
a.        esprimere il proprio parere su ogni questione che venga sottoposta al suo esame dal Presidente di Sezione o dal Presidente dell’Associazione; 
b.        rendersi interprete presso gli Organi direttivi dell’Associazione delle necessità della Sezione in conformità alle deliberazioni dell’Assemblea di Sezione. 
           Di tutte le delibere dovrà essere predisposto apposito verbale a cura del funzionario investito del ruolo di segretario di Sezione. 
9.        Il Presidente di Sezione, nominato dall’Assemblea della medesima, rappresenta la Sezione nei rapporti interni ed anche nei rapporti esterni quando ne sia delegato dal Presidente dell’Associazione. 
           Il medesimo è di diritto Presidente dell’Assemblea e del Comitato di Sezione. 
           Il Presidente della Sezione riferisce costantemente al Presidente dell’Associazione ed al Direttore sull’attività svolta, informandoli ogni qualvolta risulti utile a coordinare l’azione della Sezione con quella dell’Associazione; qualora altresì si evidenzi la necessità di un’azione coordinata con il                       Delegato di Territorio o di Valle, il Presidente di Sezione investe tempestivamente della questione il Presidente ed il Direttore dell’Associazione. 
           In caso di urgenza il Presidente può adottare decisioni che spettino statutariamente al Comitato o all’Assemblea di Sezione, salva la necessità di ottenerne al più presto la ratifica. 
10.      È costituito il Coordinamento permanente delle Sezioni merceologiche di cui sono componenti di diritto i Presidenti delle Sezioni; questi, in caso di impossibilità, possono delegare il proprio Vice, se nominato, o altro componente del Comitato di Sezione ad intervenire in rappresentanza della                   Sezione alla riunione del Coordinamento. 
           Il Coordinamento si riunisce almeno una volta all’anno e viene convocato dal Presidente dell’Associazione ogni qualvolta ne ravvisi l’opportunità o su istanza di almeno un terzo dei Presidenti delle Sezioni merceologiche. 
           La riunione è presieduta dal Presidente dell’Associazione o – se nominato – da un suo Vice o da un componente del Consiglio di Presidenza cui sia rilasciata la delega al coordinamento delle Sezioni merceologiche. 
           Il Coordinamento permanente delle Sezioni merceologiche svolge l’essenziale funzione di momento di raccordo tra l’istanza rappresentativa di base costituita dalle Sezioni merceologiche e gli Organi di vertice dell’Associazione, in particolare Presidente e Consiglio di Presidenza. 
           Il Coordinamento permanente può proporre al Presidente dei temi da inserire nell’o.d.g. della prima riunione utile del Consiglio generale, qualora ritenga opportuno sviluppare sui medesimi un ampio confronto del sistema associativo. 

CAPO II – Territori 
1.        Le disposizioni del presente Capo hanno lo scopo di dare attuazione a quanto dettato nell’art. 14 dello Statuto associativo: esso dispone in merito alle concrete modalità con cui gli ambiti locali ed in particolari le Valli della provincia esprimono una loro rappresentanza territoriale che concorre a               determinare gli indirizzi generali e l’azione complessiva di Confindustria Trento. 
           Alla rappresentanza garantita dalle Sezioni merceologiche, che costituisce la base tradizionale su cui si fondano il ruolo e l’azione dell’Associazione come soggetto esponenziale di interessi, si affianca – coordinandosi con la stessa – la rappresentanza dei Territori. 
           Le rappresentanze dei Territori e delle Valli perseguono nei rispettivi ambiti locali i fini statutari generali e svolgono l’essenziale funzione di attuare una continua partecipazione degli Associati alla vita associativa: esse inoltre garantiscono che gli scopi e gli interessi associativi siano                                   adeguatamente fatti valere nei processi decisionali che maturano negli ambiti locali. 
2.        Sono individuati i seguenti sei Territori: 
-          Valle di Fiemme, Val di Fassa e Primiero; 
-          Alta e Bassa Valsugana, Bersntol, Tesino e Valle di Cembra; 
-          Valle di Sole, Val di Non e Paganella; 
-          Valli Giudicarie e Val Rendena; 
-          Alto Garda e Ledro, Valle dei Laghi; 
-          Vallagarina e Altipiani Cimbri. 
3.        Ogni Territorio esprime – con votazione unica per le valli ricadenti al suo interno - un proprio Delegato ed eventualmente uno o più Vice Delegati che possono svolgere la funzione di Delegati di Valle, nel rispetto dell’esigenza di garantire rappresentanza alle Valli anche nei confronti dei livelli                   istituzionali locali. 
           Spetta al Delegato di Territorio – che è componente di diritto del Consiglio generale – tenere i rapporti con la Presidenza e con la Direzione dell’Associazione, mentre i Vice indicati quali Delegati di Valle restano interlocutori naturali dei corrispondenti livelli istituzionali in ambito locale. 
           Il Delegato di Territorio è tenuto a garantire il massimo coordinamento in modo che l’Associazione esprima sempre – anche in ambito locale – una voce unitaria, di comune accordo con i Vertici associativi. 
4.        I Delegati vengono eletti negli anni pari – con mandato quadriennale rinnovabile per una sola volta - dalle assemblee di Territorio che provvedono al rinnovo delle cariche: le assemblee sono convocate dal Presidente dell’Associazione tramite invito da spedirsi almeno otto giorni prima della                     riunione, con l’indicazione del luogo, del giorno e dell’ora della riunione, nonché dell’ordine del giorno dell’assemblea. 
           In caso di urgenza l’Assemblea può essere convocata con preavviso di almeno tre giorni mediante e-mail o fax. 
           L’elezione potrà avvenire in prima convocazione sempreché intervengano tanti Associati che rappresentino almeno la metà più uno dei voti; trascorsa un’ora da quella fissata nell’avviso di convocazione dell’Assemblea, l’elezione potrà avvenire e sarà valida in seconda convocazione quando                 sarà presente almeno 1/5 dei voti degli Associati dello specifico Territorio. 
           Ogni Associato partecipante all’Assemblea – purchè in regola con il pagamento dei contributi associativi – ha diritto al voto, tenendo conto che nell’attribuzione dei voti opera il criterio proporzionale stabilito nell’art. 8 dello Statuto associativo; l’elezione avverrà a maggioranza dei presenti, non                 computando gli astenuti ed i voti nulli, e chi risulterà eletto rappresenterà, senza eccezione alcuna, tutti gli Associati dell’ambito locale. 
           Ciascun Associato può farsi rappresentare da un altro Associato mediante delega scritta: in ogni caso nessun Associato può essere portatore di più di una delega rilasciata da altro Associato. 
5.        I Delegati di Territorio sono incaricati di tenere i rapporti con i livelli istituzionali locali in stretto raccordo con l’Associazione; gli stessi sono tenuti ad informare tempestivamente gli imprenditori Associati dell’ambito locale su tutti gli interventi e problemi allo studio o in discussione, che interessino               anche in via indiretta l’industria. 
           I Delegati sono vincolati a farsi carico delle proposte od istanze avanzate in ambito locale dagli Associati ed a portarle tempestivamente all’attenzione del Presidente dell’Associazione. 
           Ai Delegati spetta promuovere e sollecitare rapporti di collaborazione con le altre Associazioni imprenditoriali di categoria; i medesimi partecipano, nella loro veste rappresentativa e previa concertazione con la Presidenza o la Direzione dell’Associazione, ad eventuali organismi allargati o                       consulte costituiti in ambito locale. 
6.        I Delegati di Territorio formano il Comitato dei Territori che è presieduto dal Presidente dell’Associazione o da un Vicepresidente incaricato e che si riunirà periodicamente, almeno una volta all’anno, su richiesta del Presidente stesso o di almeno tre Delegati, anche in riunioni collegiali con il                     Consiglio di Presidenza convocate su iniziativa del Presidente per l’esame di problemi di particolare interesse per la generalità dei Territori. 
           L’invito alla riunione potrà essere esteso anche ai Delegati di Valle.