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La società di Manzana cresce in Nordamerica: Simest entra in Gpi Usa «Accordo strategico»

Si aggiunge un nuovo tassello al piano di espansione del Gruppo Gpi nel Nord America. Simest spa ? società del Gruppo Cassa depositi e prestiti che sostiene la crescita e la competitività delle aziende italiane che operano anche all'estero ? è entrata con una quota di minoranza qualificata nel capitale della controllata statunitense Gpi Usa. «L'accordo con Simest favorisce alti standard qualitativi in processi molto complessi e delicati ? commenta Fausto Manzana, amministratore delegato del Gruppo Gpi, nonché presidente di Confindustria Trento ?. La gestione informatizzata dell'intero ciclo di approvvigionamento del sangue consente trasmsioni sicure che salvano vite». L'investimento di Simest, quantificato in 4,5 milioni di euro, contribuisce alla realizzazione del piano industriale 2020-24 del Gruppo trentino Gpi, che ha tra i principali obiettivi la crescita internazionale. In particolare, si legge nel comunicato diramato dalla società trentina, l'apporto di capitale consentirà di finanziare le attività della neocostituita Gpi Usa, che lo scorso luglio ha acquisito dall'americana Haemonetics Corp gli assets relativi a soluzioni software per la gestione della donazione del sangue. Tramite la controllata statunitense, il Gruppo Gpi presenta più di 100 clienti in America, circa il 40% dei centri per la donazione del sangue e il 5% degli ospedali statunitensi accreditati dall'associazione americana delle banche del sangue (Aabb).

«Mediocredito, alimentate paure Ccb? Ha deciso di tirarsi fuori»

Trento Prima l'ex governatore Lorenzo Dellai («si affronta la sfida senza una strategia di sistema») e poi (ieri) l'altro ex di Piazza Dante Ugo Rossi («sarebbe stato meglio proseguire una strategia di alleanza tra i due crediti cooperativi»). Nelle interviste rilasciate nei giorni scorsi al Corriere del Trentino i due ex presidenti hanno criticato la Provincia di Trento di non essere riuscita a coinvolgere Cassa centrale banca nella futura governarne di Mediocredito, che sarà espressione delle giunte provinciali di Trento e Bolzano e di Cassa Raiffeisen. «Il dialogo e i tentativi di coinvolgimento sono stati portati avanti, ma qualcuno non ha voluto essere della partita», risponde alle accuse l'assessore trentino allo sviluppo economico, Achille Spinelli. Tradotto: Ccb ha deciso di tirarsi fuori. I motivi dell'uscita di scena del colosso cooperativo di via Segantini ? che insieme a Raiffeisen possiede il 35,2% della banca regionale tramite la finanziaria Crr-Fin ? andrebbero rintracciati proprio nella mancata intesa con il «compagno» azionario. «Mediocredito sembrava destinata a entrare nell'orbita di Cassa centrale banca, ma poi qualcosa è cambiato nel sistema finanziario altoatesino e non si è più trovata una strada comune», ricostruisce l'assessore Spinelli, che aggiunge: «Il dialogo e i tentativi di coinvolgimento sono stati portati avanti, ma qualcuno non ha voluto essere della partita. Non si può dire che siano state chiuse le porte». Risultato: il prossimo 26 aprile, nell'assemblea dei soci, il nuovo presidente di Mediocredito sarà nominato dalla Provincia di Trento, il suo vice da Cassa Raiffeisen e i membri del cda anche dalla Provincia di Bolzano, senza nessun molo di Ccb. A proposito. Per quanto riguarda le azioni di Bolzano, che il governatore Amo Kompatscher ha sempre dichiarato di voler cedere, l'assessore Spinelli toglie ogni dubbio sull'operazione che vede la Provincia di Trento come primo acquirente. «Seguirà tutto come previsto nella manovra finanziaria», afferma. Cioè: Trento acquisirà la quota del 26,24% in mano a Bolzano (se si conta la metà della quota della Regione che sarà ceduta gratuitamente anche a Trento). Passaggio cmciale per Piazza Dante, anche per rispondere alla richiesta di partecipazione delle Casse mrali trentine dopo l'esclusione di Ccb. Perché quel 26,24%, una volta acquisito, potrebbe essere ceduto anche al «credito cooperativo trentino, che potrà partecipare alla base societaria», spiega Spinelli. Alla guida di Mediocredito, i cui nuovi patti parasociali in questi giorni saranno approvati dalle due giunte provinciali, ci sarà una «figura del territorio trentino con alte competenze bancarie e finanziarie, in grado di condurre questa fase transitoria, seppure di sviluppo e innovazione», aggiunge l'assessore. Che insieme al presidente Maurizio Fugatti ha sempre chiarito la strategia («che ha trovato anche il supporto di Confindustria»): consolidare Mediocredito come banca regionale a sostegno dell'imprenditoria locale, rafforzando 0 estendendo le relazioni nel Nord Italia. In merito alla possibile e reciproca partecipazione tra Mediocredito e CMbank (ex banca popolare del Friuli) sono «ragionamenti prematuri e diffusi ad arte per creare il giusto scompiglio che ha portato paura e confusione, che hanno compromesso la lucidità di alcune decisioni», conclude Spinelli.