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Covid-19 | Ultimi aggiornamenti

22/02 - Ulteriori disposizioni urgenti in materia di spostamenti sul territorio nazionale

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Mario Draghi e del Ministro della salute Roberto Speranza, ha approvato un decreto-legge che introduce ulteriori disposizioni urgenti in materia di contenimento dell’emergenza epidemiologica da COVID-19.

In considerazione dell’evolversi della situazione epidemiologica, il decreto dispone la prosecuzione, fino al 27 marzo 2021, su tutto il territorio nazionale, del divieto di spostarsi tra diverse Regioni o Province autonome, salvi gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o motivi di salute. Resta comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione.


15/02 - DPCM 14 gennaio 2021 e relativi aggiornamenti

Fonte: salute.gov.it

Con Ordinanza del Consiglio dei Ministi del 13 gennaio 2021 è stato prorogato, fino al 30 aprile 2021, lo stato di emergenza in conseguenza del rischio sanitario connesso all'insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili.

Inoltre, il Decreto-legge 14 gennaio 2021, n. 2 proroga, al 30 aprile 2021, il termine entro il quale potranno essere adottate o reiterate le misure finalizzate alla prevenzione del contagio ai sensi dei decreti-legge n. 19 e 33 del 2020. Tra le novità del Decreto-legge n. 2/2021 e del Dpcm 14 gennaio 2021, l'istituzione di una cosiddetta area “bianca”, nella quale si collocano le Regioni con uno scenario di “tipo 1”, un livello di rischio “basso” e una incidenza dei contagi, per tre settimane consecutive, inferiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti. In tale area non si applicano le misure restrittive previste dai DPCM per le aree gialle, arancioni e rosse ma le attività si svolgono secondo specifici protocolli.

Infine, il Decreto-legge 12 febbraio 2021, n. 12 proroga fino al 25 febbraio 2021, sull’intero territorio nazionale, il divieto di spostarsi tra regioni o province autonome diverse, salvi gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. Come già previsto, è comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione.

Per le disposizioni specifiche delle aree gialle, arancioni e rosse, suggeriamo la consultazione della sezione "Domande frequenti sulle misure adottate dal Governo" dei sito governo.

Il 12 febbraio il Ministero della Salute ha comunicato la collocazione della Provincia Autonoma di Trento nella cosiddetta zona arancione

In allegato il testo dell'ordinanza della PAT che recepisce la nuova collocazione.

Le ordinanze, i DPCM e le relative note integrative antecendenti alle ultime sono disponibili nella sezione del sito pertinente.

 

Allegati


 

Ordinanza n. 57: indirizzi operativi per la gestione dei casi positivi e dei contatti stretti nel mondo del lavoro

L’Ordinanza del Presidente della Provincia autonoma di Trento n. 57 fornisce i più aggiornati indirizzi operativi per la gestione dei casi positivi e dei contatti stretti nel mondo del lavoro.
Inizialmente sono elencati i differenti test, ad oggi a disposizione, per la diagnosi della SARS COV 2 (test molecolare, test antigenico rapido, test sierologico).
Si richiamano le definizioni di caso positivo, contatto di un caso positivo.
Infine, sono descritte le più aggiornate procedure operative relativamente alla gestione dei casi positivi COVID-19 e dei contatti stretti: 

Casi positivi asintomatici: Le persone asintomatiche risultate positive alla ricerca di SARS-CoV-2 possono rientrare in comunità, dopo un periodo di isolamento di almeno 10 giorni dalla comparsa della positività e al termine del quale, risulti eseguito un test molecolare con risultato negativo (10 giorni + test). I casi asintomatici, in accordo con il proprio datore di lavoro, possono non richiedere il certificato di malattia del medico di medicina generale e operare in smart-working.

Casi positivi sintomatici: Le persone sintomatiche risultate positive alla ricerca di SARS-CoV-2 possono rientrare in comunità, dopo un periodo di isolamento di almeno 10 giorni dalla comparsa dei sintomi (non considerando anosmia e ageusia/disgeusia che possono avere prolungata persistenza nel tempo) accompagnato da un test molecolare con riscontro negativo, eseguito dopo almeno 3 giorni senza sintomi (10 giorni, di cui almeno 3 giorni senza sintomi + test).

Casi positivi a lungo termine: Le persone che, pur non presentando più i sintomi, continuano a risultare positive al test molecolare per SARS-CoV-2, in caso di assenza di sintomatologia (fatta eccezione per ageusia/disgeusia e anosmia che possono perdurare per diverso tempo dopo la guarigione) da almeno una settimana, potranno interrompere l’isolamento dopo 21 giorni dalla comparsa dei sintomi. Questo criterio potrà essere modulato dalle autorità sanitarie d’intesa con esperti clinici e microbiologi/virologi, tenendo conto dello stato immunitario delle persone interessate (nei pazienti immunodepressi il periodo di contagiosità può essere prolungato). Fanno eccezione i lavoratori dei servizi essenziali dell’ambito socio sanitario e assistenziale per cui è previsto un monitoraggio specifico al 21° giorno.

Contatti stretti: la gestione è suddivisa in tre casistiche, 1) persone che vivono da sole, 2) persone che cambiano abitazione quando un convivente risulta positivo ad un antigenico o molecolare, 3) nucleo di più persone conviventi, fra cui uno o più presentano sintomi compatibili con Covid-19.

Contatto stretto di contatto stretto: I contatti, anche stretti, di contatti stretti (ovvero non vi sia stato nessun contatto diretto con il caso confermato) non prevedono né quarantena neì l’esecuzione di test diagnostici a meno che il contatto stretto del caso non risulti successivamente positivo ad eventuali test diagnostici o nel caso in cui, in base al giudizio delle autorità sanitarie, si renda opportuno uno screening di comunità. (es. lavoratore che entra in contatto con il figlio “quarantenato” a seguito di un caso positivo in classe: non è necessario attivare alcuna misura restrittiva pur nel maggior e attento rispetto delle misure di tutela note)

Contatti casuali a basso rischio in contesto lavorativo: nell’ordinanza si descrive la corretta modalità di gestione nelle imprese dei cosiddetti, contatti casuali a basso rischio, ovvero, quei contatti che non rientrano nella definizione di contatti stretti, ma che richiedono un’attenta gestione, internamente all’impresa, in collaborazione con il medico competente. Per trovare i contatti dei casi e metterli in quarantena, i contatti dovrebbero essere intercettati entro tre giorni dall’esposizione. 

Allegata all’ordinanza, è presente un “flow chart” che schematizza efficacemente la gestione dei casi positivi e dei contatti stretti. 
Per ulteriori approfondimenti si rimanda al testo completo presente in allegato.


Allegati


 

Dieci comportamenti da seguire


Dal Sistema Confindustria