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SPECIALE NEVE

dicembre-gennaio 2014

Tecnologia in alta quota per sciare in sicurezza

Intervista a Valeria Ghezzi, presidente della sezione Impianti a fune di Confindustra Trento.


Presidente Ghezzi, in tutte le località sciistiche trentine si è aperta la nuova stagione invernale. Come si sono preparate le vostre aziende?

Con serietà e passione come ogni anno.
Dopo la stagione estiva, che ha dato buone soddisfazioni un po’ in tutti gli ambiti turistici della provincia, gli esercenti funiviari hanno avviato importanti lavori di manutenzione ed ammodernamento delle piste, degli impianti e delle strutture di servizio, per garantire agli sciatori splendidi momenti di divertimento in sicurezza.
Sotto tale profilo abbiamo avviato nuovi accordi con le forze dell’ordine ed il soccorso alpino, che si impegneranno lungo tutta la stagione per assistere i turisti in difficoltà ed abbiamo investito nell’introduzione di innovativi sistemi di monitoraggio elettronici (frutto di un progetto di ricerca sviluppato con Fbk e con la Questura di Trento) volti all’individuazione delle potenziali situazioni di rischio ed alla prevenzione degli incidenti.
Oltre a questo abbiamo anche rinnovato il sistema di trasmissione delle immagini via webcam, per consentire agli appassionati di verificare da qualunque parte del mondo le condizioni delle nostre piste e delle nostre strutture di accoglienza.
Siamo quindi certi di poter offrire anche quest’anno un’esperienza indimenticabile a tutte le categorie di turisti, in quanto la diversificazione attuata nei nostri servizi, ci consente di poter soddisfare le esigenze degli sciatori di tutte le età.

Quindi la stagione si preannuncia ottima.
Non voglio sbilanciarmi. Molto dipenderà sia dalle condizioni meteo, sia dalla possibilità di spesa delle famiglie, due fattori sui quali purtroppo non abbiamo controllo.
Certamente noi abbiamo fatto la nostra parte e la partenza è stata incoraggiante. Le prime valutazioni però potranno essere fatte solo dopo le festività natalizie.
Bisogna sempre tenere presente che purtroppo il nostro è un servizio che non può essere modulato in base al numero degli utenti, il funzionamento degli impianti infatti ha per noi gli stessi costi sia che girino vuoti, sia che vadano a pieno carico. È ovvio però che se non ci saranno adeguate presenze, tali costi non potranno essere coperti dalle entrate e per molte aziende, già provate da alcune stagioni passate non eccezionali, sarà difficile ottenere la sostenibilità dei conti e proseguire quindi con i piani di investimento e di ammodernamento che per il nostro settore sono indispensabili.
La Sezione sta affrontando importanti passaggi sul fronte dei rapporti sindacali, è infatti in discussione il rinnovo del contratto nazionale di settore, nonché il rinnovo di alcuni contratti aziendali di secondo livello. Come procedono le trattative?
Premetto che nel nostro settore, sia per ragioni storiche, sia per nostri innegabili errori del passato, gli stipendi sono molto più alti della media degli altri settori industriali. Tanto per quantificare molti o moltissimi dei nostri collaboratori superano abbondantemente i 2mila euro netti mensili. È evidente che tali livelli sono difficilmente sostenibili in questo particolare momento storico ed economico.
Nonostante questo il nostro settore afferma con orgoglio di essere riuscito a mantenere inalterati, anche in questi difficili anni, i livelli occupazionali, garantendo a tutte le famiglie dei dipendenti la certezza dello stipendio.
Ciò premesso, per quanto riguarda il contratto nazionale la nostra Sezione si è subito mostrata compatta nel sostenere la necessità di un rapido rinnovo, a condizioni che potessero risultare premianti per i collaboratori, ma non eccessivamente gravose per le aziende.
Non nego che all’interno dell’associazione nazionale (Anef) le posizioni di alcune regioni siano decisamente distanti dalla nostra, ma dopo un confronto aperto e corretto si sta giungendo ad un valido compromesso che, se accettato dalla controparte sindacale, credo potrà essere soddisfacente sia per noi imprenditori, che per i nostri dipendenti.

E per quanto riguarda i contratti di secondo livello? Nelle scorse settimane i sindacati hanno assunto posizioni piuttosto dure anche sulla stampa.
In Trentino non esiste un contratto provinciale per il settore funiviario, bensì solo contratti aziendali, che sono simili per struttura, ma diversi tra loro, in quanto frutto di una contrattazione diretta tra l’impresa ed i propri lavoratori.
In tale senso è errato quanto affermato dai sindacati in merito ad una presunta disdetta da parte dell’Anef Trentino del contratto di secondo livello. Infatti, nelle scorse settimane quattro aziende associate, in vista della scadenza dell’accordo aziendale, hanno ritenuto opportuno formulare delle proposte di revisione strutturale dell’accordo di secondo livello, al fine di limitare in parte i costi del personale e di introdurre sistemi, prima inesistenti, idonei a premiare i dipendenti in rapporto all’esperienza, alla competenza e a i risultati ottenuti.
Tengo a precisare che la Sezione non è coinvolta nella questione nella sua interezza e che la trattativa è gestita singolarmente dalle aziende con il supporto della struttura di Confindustria Trento.
Il dialogo tra gli imprenditori ed i sindacati sta procedendo e mi sembra che, dopo qualche difficoltà iniziale, si stia trovando anche la strada giusta per discutere senza pregiudizi e nella consapevolezza che obiettivo comune è la sostenibilità dei bilanci aziendali abbinata al mantenimento dell’occupazione. Sono certa che il reciproco senso di responsabilità che ha sempre ha animato le nostre relazioni con i sindacati consentirà di arrivare presto ad una soluzione, evitando azioni eclatanti quali i paventati scioperi. Tale risultato costituirà poi un paradigma al quale potranno eventualmente rifarsi tutte le altre aziende della Sezione al momento della scadenza dei loro contratti di secondo livello. (em)

 

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