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EDILIZIA

dicembre-gennaio 2014

Imprese edili: bilanci e previsioni

L’illustrazione del primo bilancio territoriale e sociale di Ance Trento e le prospettive per la ripresa dell’edilizia al centro dell’incontro delle imprese associate e del confronto con l’assessore Gilmozzi.


di di Lorenzo Garbari Segretario Ance Trento

Si è svolta il 28 novembre a Palazzo Stella la "Riunione Generale" delle imprese di Ance Trento, la Sezione Autonoma dell’Edilizia di Confindustria Trento, presieduta dal presidente Giulio Misconel assieme ai vicepresidenti Andrea Basso e Domenico Rossaro.

La Riunione, che ha visto la partecipazione di una folta rappresentanza di imprese associate, è stata l’occasione per l’illustrazione, alla presenza dell’assessore provinciale ai Lavori pubblici Mauro Gilmozzi e del dirigente generale del Dipartimento lavori pubblici e mobilità Raffaele De Col, del primo bilancio territoriale e sociale di Ance Trento. Non poteva peraltro non essere colta l’occasione, a distanza di un mese dalle elezioni per il rinnovo del Consiglio provinciale, per un dialogo franco e aperto con l’assessore sulle prospettive di ripresa del settore e sugli impegni di investimento della Provincia per i prossimi anni.
Dopo il saluto di benvenuto il presidente Giulio Misconel, nella sua relazione introduttiva, ha voluto sottolineare l’importanza della collaborazione tra politica e imprese, dando conto dei buoni risultati che il confronto e la collaborazione, leale e costruttiva, tra Ance Trento e la Provincia, in particolare con l’assessorato di Gilmozzi, hanno permesso, in questi ultimi mesi, di raggiungere.
Collaborazione che, ha voluto sottolineare il presidente Misconel, la Sezione auspica possa proseguire in modo positivo anche nei prossimi cinque anni.
È toccato quindi al Segretario della Sezione Lorenzo Garbari illustrare i risultati del primo bilancio territoriale e sociale di Ance Trento.
Premesso che la fotografia che si è inteso scattare rappresenta una realtà parziale, che naturalmente non pretende di raffigurare l’intero comparto delle costruzioni, il quadro che emerge dal bilancio è quello di una industria delle costruzioni che, nonostante la profonda crisi del comparto, riesce ancora oggi ad esprimere una valenza economica e sociale di assoluto rilievo.
Un comparto in cui prevalgono le imprese medio-piccole, nel quale più della metà delle imprese di Ance Trento occupa meno di sedici lavoratori e poco meno del 10% ne occupa oltre cinquanta e nel quale il fatturato medio è di circa 5,7 milioni di euro per azienda.
Poco meno di duemila sono i lavoratori occupati (il dato si riferisce naturalmente al campione di imprese che hanno partecipato alla rilevazione), dei quali il 93,5% con contratto a tempo indeterminato, per la gran parte (l’89,3%) a tempo pieno. Dato che si replica pressoché nelle medesime percentuali tra i lavoratori stranieri occupati, che rappresentano il 12% del totale della forza lavoro.
Il valore della produzione realizzato nel 2012 sfiora il mezzo miliardo di euro; dato che, seppure in marcata flessione rispetto ai fatturati registrati negli anni pre-crisi, segnala come le imprese di Ance Trento siano ancora in grado di contribuire in misura considerevole all’economia locale, fungendo da stimolo per l’intera filiera. Ammonta infatti a 340 milioni di euro la somma dei pagamenti a fornitori, dei quali il 55% sono trentini, a 70 milioni di euro il monte retribuzioni ed a 11,6 milioni di euro gli onorari pagati a professionisti.
Ammontano infine a poco meno di 700mila euro le erogazioni liberali dell’ultimo triennio a favore della promozione di eventi culturali, iniziative solidaristiche, manifestazioni locali o associazioni sportive; dato questo che mette in evidenza come anche in anni di profonda difficoltà le imprese industriali trentine mantengano un forte radicamento col territorio, contribuendo al benessere della comunità trentina in ogni sua espressione, non soltanto produttiva ed economica.
Nel suo intervento l’assessore Gilmozzi, dopo aver portato i saluti del governatore Ugo Rossi e dell’intera Giunta, ha delineato agli imprenditori presenti il quadro generale della finanza provinciale, fornendo dati e numeri utili a comprendere quali saranno, nei prossimi anni, le risorse a disposizione dell’Autonomia.
Una situazione complessa, nella quale la Provincia vanta peraltro due miliardi di euro di crediti verso lo Stato e nella quale non è ancora giunta a una soluzione stabile la definizione dei rapporti finanziari con il Governo centrale.
Un forte freno alle possibilità di spesa per investimenti è rappresentato dal Patto di stabilità, che non consente di spendere le risorse che pure sono presenti a bilancio. Bilancio che può ancora contare su 4,5 miliardi di euro di entrate ma che, a causa dell’esaurirsi nel 2017 degli arretrati dello Stato nei confronti della nostra Provincia, subirà da allora una riduzione di 500 milioni di euro annui.
L’impegno della Provincia è tuttavia quello di arrivare preparati a tale scadenza, approntando una riforma della spesa che sia in grado di consentire di mantenere anche nei prossimi anni un livello adeguato di investimenti.
Non potranno peraltro mancare, in tale prospettiva, anche forme di coinvolgimento sempre maggiore da parte dei privati nella realizzazione degli investimenti pubblici. A tal fine, sottolinea l’Assessore, un ruolo importante assumeranno le forme di partenariato pubblico-privato. E proprio su questo tema Ance Trento ha promosso un convegno per il 2 dicembre dal titolo “Strumenti di partenariato pubblico-privato per la realizzazione di opere pubbliche in Provincia di Trento”. Come dire, anche su questo tema le imprese industriali trentine sono pronte a fare la loro parte.
Sul versante del credit crunch, problema di assoluto rilievo ed emergenza attuale, Gilmozzi richiama quanto finora fatto e quanto si sta attualmente facendo per favorire l’accesso al credito d’impresa secondo canali alternativi rispetto a quello bancario. Attraverso i minibond, i 75 milioni di euro del Fondo strategico di sviluppo regionale, ai quali si aggiungono gli ulteriori 125 milioni di euro di intervento dei fondi di previdenza locale (Laborfonds), il ricorso a canali di credito diversi da quello bancario, che da noi è limitato a poco più del 5% rispetto al 50% dei Paesi più avanzati del resto d’Europa, potrà senz’altro ricevere un impulso.
Un quadro di sintesi, quello delineato, che mostra all’orizzonte anche qualche luce e non soltanto ombre. Saranno, ha ribadito Gilmozzi, cinque anni difficili quelli che abbiamo di fronte ma, raccogliendo in tal senso l’invito che il presidente Misconel gli ha voluto rivolgere, lavorando insieme “fianco a fianco” per sviluppare sempre nuove idee e trovare nuove soluzioni potremo porre le basi per il rilancio dell’economia.
La Riunione è quindi proseguita con il dibattito; alle domande e osservazioni di molti degli imprenditori intervenuti, che hanno riguardato un ampio spettro di questioni compresa quella sempre maggiormente avvertita di una forte sburocratizzazione dei procedimenti amministrativi, hanno risposto l’assessore e De Col, invitando altresì ciascuno a voler presentare proposte anche puntuali, nonché soluzioni per il miglioramento dei processi amministrativi.
Un’apertura di dialogo, o per meglio dire un rinnovo in termini concreti di una collaborazione che è già stata avviata e che ha ricevuto da parte degli imprenditori intervenuti un’accoglienza molto positiva.

 

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