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DICEMBRE 2009

ANNO 50 | N° 12

Piccola industria e BTB patto per la crescita

Banca di Trento e Bolzano (Gruppo Intesa Sanpaolo) e Confindustria Trento hanno siglato un accordo per promuovere misure volte a garantire l’afflusso di credito al sistema produttivo.

Associazione

 

L’accordo è stato firmato a novembre dal Presidente Piccola Industria di Confindustria Trento Paolo Piffer e dal Direttore Generale della Banca di Trento e Bolzano Roberto Dal Mas, presenti Sergio Anzelini, Direttore Confidimpresa Trentino, Carlo Berselli Direttore Marketing Imprese di Intesa Sanpaolo e Fabio Ramus, Direttore di Confindustria Trento.
L’intesa mette a disposizione nuovi finanziamenti per le imprese trentine e si inserisce nella più ampia convenzione nazionale siglata il 3 luglio scorso tra il Gruppo bancario e Confindustria, con un plafond complessivo di 5 miliardi di euro. Sarà gestita dalla Banca di Trento e Bolzano, che fa parte della Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo (6.200 sportelli in Italia) ed opera in regione con 99 sportelli, di cui 45 in provincia di Trento, dove conta circa 6.000 imprese clienti.
Per Confindustria Trento, che conta oltre 37.000 Associati, l’intesa con Banca di Trento e Bolzano non è un’iniziativa isolata, ma rientra in un programma volto a facilitare l’accesso al credito alle imprese associate. Recentemente è stata costituita una task force che offre un servizio di consulenza sugli strumenti per il rafforzamento patrimoniale delle imprese e sulle altre misure previste dalla manovra provinciale anticrisi.
Ad agosto il Gruppo Intesa Sanpaolo ha aderito alla moratoria Abi-Governo che consente la sospensione, senza alcun onere aggiuntivo per le imprese, di 12 mesi del pagamento della quota capitale delle rate di mutuo e leasing, l’allungamento a 270 giorni della scadenza dei crediti a breve per operazioni di anticipazione su crediti e l’erogazione di finanziamenti per il rafforzamento patrimoniale delle imprese. Intesa Sanpaolo e Banca di Trento e Bolzano sono però già operative da tempo su questo fronte, avendo di fatto anticipato la moratoria con l’avvio – fin da maggio – della posticipazione di 12 mesi delle rate di mutui e leasing. Ad oggi risultano concesse da Intesa Sanpaolo complessivamente circa 4.500 sospensioni di pagamenti rate, di cui 115 a imprese clienti della Banca di Trento e Bolzano.
L’intesa siglata si spinge ben oltre l’accordo per la moratoria sottoscritto in sede ABI e prevede una serie di risposte concrete alle diverse esigenze delle imprese, tra le quali:
- soddisfare il fabbisogno di liquidità delle aziende fornendo continuità ai flussi di credito verso il sistema produttivo e permettere di superare la fase più difficile della crisi;
- gestire in forma flessibile i finanziamenti in corso attraverso il rinvio del pagamento della rata di mutui e leasing per 12 mesi;
- favorire interventi di rafforzamento patrimoniale delle aziende, per permettere così un miglioramento del rating e, quindi, un più agevole accesso al credito ed un efficace utilizzo degli strumenti di garanzia.
Nell’ambito dell’accordo sono stati individuati specifici strumenti per le diverse aree di intervento:

Rafforzamento patrimoniale
Sono previsti finanziamenti rivolti alle aziende costituite in forma di società di capitali che intraprendono processi di rafforzamento patrimoniale, secondo due diverse tipologie; le caratteristiche essenziali, a fronte dell’impegno delle imprese a migliorare la propria struttura patrimoniale entro un dato periodo, sono le seguenti:
- Ricap Crescita Programmata: consiste in un finanziamento erogato in anticipo rispetto al piano di rafforzamento patrimoniale dell’azienda, in misura da una a due volte l’entità del rafforzamento stesso per un importo massimo di 3 milioni di euro in relazione al rating, con una durata compresa tra i 3 e i 5 anni. Gli apporti devono avvenire nel corso della durata del finanziamento, tramite aumento di capitale sociale, o accantonamento utili o finanziamento soci da postergare al mutuo.
- Ricap Moltiplica: il finanziamento può essere concesso in misura fino a quattro volte l’aumento di capitale, in relazione al rating dell’azienda e per un importo massimo di 5 milioni di euro e con una durata ricompresa tra i 5 e i 10 anni; il versamento del capitale deve essere effettuato dall’impresa prima della stipula del contratto di mutuo.

Flessibilità dei finanziamenti
Si tratta di strumenti studiati in modo specifico per consentire alle imprese di gestire in forma flessibile il prestito in corso di ammortamento, in termini di estensione della durata del finanziamento. In particolare con il “Rinvio rata”, la banca si impegna a concedere il rinvio del pagamento delle quote capitale delle rate di mutui o leasing, per un periodo massimo di 12 mesi dalla data di richiesta. La sospensione, in coerenza con iniziativa in materia già avviate dalla banca e in armonia con l’Avviso Comune dell’ABI - finalizzato a favorire la continuità dell’afflusso di credito al sistema produttivo - è riservata alle piccole imprese che presentino una situazione economica, finanziaria, patrimoniale e organizzativa che possa garantire la continuità aziendale e ha come oggetto le rate in scadenza o già scadute da non più di 180 giorni alla data di presentazione della domanda. L’iniziativa ha validità sino al 30 giugno 2010.

Sostegno alla liquidità aziendale
Capitale circolante: la banca concede una specifica linea di credito aggiuntiva agli affidamenti già in essere, per favorire la gestione degli insoluti, un problema particolarmente avvertito in questo momento. L’importo massimo concedibile è in funzione delle linee di credito per smobilizzo commerciale già concesse (25% del castelletto con un massimo di 250 mila euro). I Confidi interverranno con una garanzia pari ad almeno il 50% della linea di fido. L’iniziativa è valida fino al 30 giugno 2010.
Allungamento scadenze breve termine: in coerenza con iniziative similari già previste dalla banca e analogamente a quanto disposto per il rinvio rata dei finanziamenti a medio lungo termine secondo i contenuti del citato Avviso Comune dell’ABI, la banca si impegna a sostenere le esigenze di cassa, allungando fino a 270 giorni le scadenze dei crediti a breve termine (anticipi all’esportazione, anticipi fatture, anticipo/sconto portafoglio commerciale), con riferimento ad operazioni di anticipazioni su crediti certi ed esigibili.
 

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