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LUGLIO 2010 |
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L'interportualità del futuro a convegno
Al centro direzionale dell'Interporto di Trento in un simposio si sono esaminati i fattori di crescita, lo sviluppo della logistica e le dinamiche territoriali per i prossimi anni.
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Sono stati il futuro della logistica e dell' intermodalità i temi del convegno dal titolo ”Il disegno dell'interportualità, il sistema Nord Est” che si è tenuto il mese scorso al centro direzionale dell' Interporto di Trento.
Ad aprire i lavori il presidente dell'Unione Interporti Riuniti Alessandro Ricci che ha sottolineato l'importanza degli interporti per il trasporto merci del futuro.
Giuseppe Roma, direttore generale del Censis, ha quindi illustrato uno studio realizzato recentemente in collaborazione con l'Unione Interporti Riuniti.
La ricerca si poneva l’obiettivo di analizzare le potenzialità di crescita, le criticità e il contesto in cui operano gli interporti italiani. L’evoluzione del sistema logistico sottopone larga parte degli Interporti italiani a una progressiva azione di modernizzazione e di mutamento, con un forte orientamento alle politiche di potenziamento dell’offerta di servizi e all’eliminazione delle debolezze di sistema. Molti sono gli aspetti trattati nello studio realizzato dal Censis: la capacità delle strutture di generare occupazione, la possibilità di promuovere nuove iniziative e di attrarre investimenti pubblici e privati, il contributo che gli Interporti possono fornire per il decongestionamento del traffico e per la riduzione dell’inquinamento atmosferico. Dalla ricerca emergono grandi lodi per il sistema degli interporti (Bologna, Padova, Verona e Trento in particolare)
Degno di nota l’orgoglio espresso dal presidente di Interbrennero Pier Renato Maschio, che sta per portare la sua azienda nel sistema Autobrennero (che rileverà le quote degli enti territoriali e la controllerà all’80%), con una ricca dote di business e infrastrutture consolidata in 10 anni. Chiara anche la soddisfazione del direttore Flavio Maria Tarolli: “Oggi è la nostra sessione di laurea”, ha affermato.
I numeri danno ragione a Interbrennero Spa (che fa per i tir intermodalità accompagnata e non accompagnata, oltre a ferroviario tradizionale): dal 1999 al 2008 i treni sono cresciuti da 581 a 5.491, e le tonnellate merci movimentate al terminal da 104mila a 2,7 milioni. E il calo del 2009 di crisi profonda Interbrennero lo limiterà all’8%, contro il –29% di Verona e il -40% di Bologna. Insomma, Trento si conferma al secondo posto nazionale, nonostante non goda del riconoscimento statale che ha portato – dagli anni Novanta in poi – 45 milioni a fondo perduto all’interporto di Verona.
Hanno quindi preso la parola Eleuterio Arcese, presidente di Anita, Paolo Duiella, presidente dell'A22 e Paolo Costa, presidente dell'autorità portuale di Venezia che hanno sottolineato i benefici delle strutture interportuali integrate nel sistema di rete.
A chiudere i lavori Mauro Fabris, commissario straordinario per le opere di accesso al Brennero che ha spiegato che un'opera epocale come il Corridoio 1 che collegherà l'Europa comporterà dei costi altrettanto epocali e per questo, proprio nel suo intervento a Trento, ha lanciato l'idea di “una società di corridoio”. (mdm)
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