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LUGLIO 2010 |
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Numeri arretrati |
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Orgoglio imprenditoriale contro la crisi
Dall’Assemblea di Ance Trento un forte impegno ad affrontare il difficile momento del settore edile
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Le imprese industriali edili del Trentino sono investite pesantemente dalla crisi del settore in atto, ma sono fortemente impegnate a resistere per non disperdere il patrimonio umano e organizzativo accumulato fino ad oggi, contando per questo anche sulle risorse dell’Autonomia, che finora non si sono però viste molto sul piano pratico.
Questo, in estrema sintesi, è ciò che è emerso dall’Assemblea di ANCE Trento, la Sezione Autonoma dell’Edilizia di Confindustria Trento guidata da Dante Pasqualini, tenutasi recentemente a Palazzo Stella.
La crisi – è stato sottolineato – ha finora causato uno stillicidio di perdite di posti lavoro nel settore, con una diminuzione di ore lavorate negli ultimi mesi di circa il 10% rispetto all’analogo periodo dell’anno scorso. Non vi sono stati però eclatanti cedimenti di imprese e di ciò gli industriali edili vanno orgogliosi, in quanto effetto di un durissimo sforzo per resistere in un mercato privato asfittico, un mercato delle opere pubbliche privo di grandi opportunità per le medie e grandi imprese e con un sistema del credito divenuto estremamente rigido.
È stata ribadita la fiducia nella manovra antirecessiva della Provincia autonoma di Trento, apprezzata per l’ampiezza e la rapidità, ma che non ha avuto fino ad ora consistenti effetti pratici sul comparto industriale edile, in quanto si è tradotta soprattutto in piccoli o piccolissimi interventi. È stato criticato il metodo degli “appalti spezzatino” che non aiutano le imprese industriali ed è stato lamentato il ritardo della Provincia nel far conoscere i programmi degli appalti più consistenti che sono attesi con grande ansia.
Più in generale l’Assemblea ha invocato una semplificazione del quadro normativo in materia di opere pubbliche e una regia della Provincia che dia uniformità ai comportamenti e alle procedure di tutte le stazioni appaltanti pubbliche del Trentino quale condizione per una maggior trasparenza ed efficienza del sistema.
Altri temi affrontati sono stati quelli della sicurezza sul lavoro, con le confortanti performance rappresentate dal calo del 19% dell’indice di frequenza degli infortuni nell’ultimo anno, dell’edilizia sostenibile – nella quale sono impegnate molte imprese e per la quale viene richiesta chiarezza delle regole all’ente pubblico – e infine dell’urbanistica, interessata oggi dalla questione delle modalità esecutive delle opere a scomputo degli oneri di urbanizzazione, che stanno creando notevoli problemi ad operatori e cittadini e per le quali Ance Trento chiede sensibilità e disponibilità semplificatoria ai Comuni.
Il presidente Pasqualini ha voluto in ogni caso dare una spinta di fiducia agli imprenditori presi nella morsa delle difficoltà invitandoli a cogliere ogni opportunità che può presentarsi nel buio scenario di oggi per proporsi al meglio di fronte alla ripresa di domani. Ha in proposito affermato come “sia in ogni caso dovere nostro, per la responsabilità che abbiamo verso le nostre imprese, ma anche verso l’intera collettività, affrontare questa crisi, che non tocca solo il nostro settore, con forza ed orgoglio da imprenditori che sanno sempre guardare più in là del contingente”.
Ricordando…
TULLIO DEPETRIS
Ci ha lasciati a pochi giorni dal raggiungimento di uno dei suoi traguardi più ambiziosi, i 100 anni di vita.
In chi ha avuto la fortuna di conoscerlo lascia il vivo ricordo di un dinamico imprenditore, un uomo di forti passioni, un grande personaggio associativo.
Geometra, con ampia esperienza di cantieri stradali all’estero, fondò a Rovereto negli anni Cinquanta la Icsei Srl, impresa specializzata in lavori stradali nella quale sono cresciuti anche i figli Piero e Antonio.
Ha sempre vissuto con intensità il rapporto associativo, rivestendo per molti anni l’incarico di componente del Consiglio direttivo e del Comitato della Sezione Edilizia, nella quale si è occupato prevalentemente di relazioni industriali.
Il suo maggior impegno lo ha comunque espresso nel ruolo di presidente della Cassa Edile, che ha guidato per 25 anni a partire dal 1963, portando l’Ente ai massimi livelli di efficienza nel panorama nazionale.
È stato insignito dell’onorificenza di Commendatore, titolo però che tendeva sempre a tacere, come a volte fanno gli uomini che badano al sodo. Gli faceva invece enorme piacere essere conosciuto nell’ambiente imprenditoriale edile trentino come lo “zio Tullio”.
È così che rimarrà nella memoria di tanti.
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