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AZIENDE

febbraio 2008

Il soffio invisibile dell’innovazione

È della Tecnoclima di Pergine il nuovo impianto di riscaldamento del Duomo di Trento. Progettato e realizzato in due mesi, l’innovativo sistema sarà presentato ufficialmente in marzo a Milano.


Ci voleva proprio la Tecnoclima per “far respirare” il Duomo di Trento. E non solo perché l’azienda di Pergine è una delle voci più autorevoli nel panorama nazionale e internazionale delle apparecchiature per il riscaldamento, trattamento e condizionamento ad aria, ma anche perché la Curia di Trento ha scelto di proseguire la collaborazione con Alfonso Vescovi, esecutore dell’impianto originale. Da un lato la scelta conferma un forte segno di continuità con il passato e, dall’altro, assicura affidabilità e un altissimo grado di specializzazione proprio nel campo del condizionamento ad aria di spazi con grandi cubature come quelli delle chiese.

Con il passato, il filo rosso parte da lontano quando, all’inizio degli anni Sessanta, il Duomo di Trento viene dotato del primo impianto di riscaldamento che, guarda caso, fu realizzato a termoventilazione con un brevetto di Alfonso Vescovi. L’alta specializzazione e un’esperienza di oltre mezzo secolo nel riscaldamento di chiese e cattedrali sono confermate dalle centinaia di chiese in Italia e in tutta Europa in cui Alfonso Vescovi, prima con la Bini di Rovereto e poi con la Tecnoclima di Pergine, ha installato i propri impianti di termoventilazione.
Dagli anni Sessanta ad oggi, si citano la cattedrale di San Giusto a Trieste, il Duomo di Brescia, la Basilica di Montecassino e quella dei Santi Pietro e Paolo a Roma, la Cattedrale di Beauvais in Francia, quella di Karlskirche a Vienna e la Cattedrale di Cracovia.
Nel caso specifico del Duomo di Trento, la Diocesi trentina ha dato l’incarico per le scelte e le specifiche di progettazione alla T.E.S.I. Engineering, nella figura dell’ingegner Lorenzo Strauss. Questi si è poi rivolto alla Tecnoclima SpA per la fornitura dell’apparecchio di riscaldamento dell’aria per l’installazione del quale, da ultimo, è intervenuta la Climart di Maurizio Martini.
La scelta del riscaldamento ad aria, una volta di più per il Duomo di Trento, segna una tappa importante nel recente dibattito tra i sostenitori di questa tipologia di impianti e coloro che al contrario si schierano a favore del riscaldamento di tipo radiante a pavimento. La volontà della Curia trentina di mantenere l’impianto ad aria – che Alfonso Vescovi installò nella cattedrale già negli anni 60 e che poi ristrutturò nel 1988 con nuovi generatori di aria calda costruiti dalla Tecnoclima – non solo è prevalsa sulla tecnologia radiante ma ha anche messo in campo una nuova sfida: dotare il vecchio sistema ad aria, ancora oggi la strada più efficace se realizzata correttamente, di nuove soluzioni impiantistiche e tecnologiche per superare alcuni limiti che lo caratterizzavano.
Il risultato? Dagli stabilimenti della Tecnoclima di Pergine è uscita una macchina unica nel suo genere.
«In due mesi – spiega Alfonso Vescovi – abbiamo progettato, realizzato e installato la nuova macchina con risultati e prestazioni eccellenti».
Posto fuori dalle mura della chiesa, ove alcuni locali tecnici ospitano la cosiddetta “generazione di calore” e le “logiche di controllo”, l’impianto raggiunge l’interno della cattedrale con un unico punto di emissione ed estrazione dell’aria. La nuova macchina, che funziona in regime di condensazione, ha un rendimento del 108% e possiede un bruciatore modulante Riello di ultima generazione. Le innovazioni apportate hanno ottimizzato il processo di scambio del calore, consentendo importanti risparmi energetici, un ridotto impatto di inquinanti, un funzionamento silenzioso e irrilevanti dispersioni termiche. Ma, soprattutto, l’impianto è in grado di contrastare efficacemente i fenomeni di stratificazione delle temperature.
Con l’impianto a regime, all’interno della principale chiesa cittadina è stata monitorata la distribuzione termica planimetrica con dati di rilievo assoluto (variazioni orizzontali di temperature contenute nell’ambito di 0.5 °C e gradienti verticali nell’ordine di 0.3 C° per metro di dislivello).
Soluzioni tecnologiche avanzate sono state introdotte in modo particolare per quanto riguarda la modulazione del flusso d’aria emesso e l’adeguamento della temperatura dello stesso. Si tratta di un sistema di regolazione elettronico che modula con continuità la portata d’aria in ragione delle effettive esigenze istantanee, con altissimo grado di rendimento e risparmio energetico.
Capace di ridurre i consumi di fonti gassose, la macchina di Tecnoclima risponde perfettamente agli obiettivi imposti dal protocollo di Kyoto.
«L’apparecchio – fa sapere Alfonso Vescovi – sarà ufficialmente presentato alla prossima fiera di Milano, la “Mostra Convegno Expocomfort” che si terrà in marzo, e sarà alla base di una nuova gamma di prodotti Tecnoclima brevettati, in vari modelli, che chiameremo appunto linea “Duomo”».

 

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