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AZIENDE

febbraio 2008

Daldoss eleva l’efficienza aziendale

Già leader nel mercato degli ascensori e dei montacarichi, ormai giunta alla terza generazione, l’azienda di Pergine ha riorganizzato i propri processi secondo la filosofia della “Lean Production"


Alla Daldoss di Pergine hanno deciso di produrre meglio, di più e più velocemente, con una qualità più alta sul prodotto finale e con costi più bassi. Missione impossibile? Niente affatto. La risposta sta nella Lean Production, o meglio, nell’aver adottato un sistema di Lean Production, un tipo di approccio alla gestione produttiva mutuato dall’esperienza giapponese che si propone di riorganizzare il lavoro in “modo da capire, fare e gestire tutto con semplicità”.

Da sempre azienda leader in Trentino nel settore degli ascensori e dei montacarichi, unica a vantare una tradizione forte di oltre mezzo secolo e la sola sul mercato regionale ad occuparsi autonomamente della produzione, installazione e manutenzione degli impianti, la Daldoss di Pergine è azienda a conduzione familiare amministrata dalla seconda e dalla terza generazione. Con Carlo Daldoss, Presidente del Gruppo, oggi lavorano i figli Andrea e Carlotta e le nipoti Caterina e Martina. Sullo stato di salute dell’azienda parlano chiaro tre fattori in particolare. Da un lato, il percorso di crescita continua che dal 1945 a oggi, quando Corrado Daldoss fondò le Officine Meccaniche Daldoss, ha trasformato una piccola esperienza del dopoguerra in una impresa solida e competitiva sui mercati nazionale ed internazionale. Dall’altro, la continua attenzione all’innovazione tecnologica. E, infine, la capacità di inserirsi sui mercati esteri non solo in Europa ma anche oltre oceano. Ognuno di questi aspetti contribuisce al ritratto moderno dell’attività di Carlo Daldoss e famiglia.
Basta uno sguardo al passato per rendersene conto. Dal 1945 in avanti l’azienda cambia volto, individuando nel trasporto verticale di persone e cose – ascensori e montacarichi – il proprio core business. La direzione è quella giusta. Tanto che, a Bruxelles nel 1966, in occasione del 15° Salone Internazionale degli Inventori, Corrado Daldoss vince la medaglia d’oro per il primo montacarichi con manovra elettronica: il Microlift. È subito un grande successo commerciale. Nei propri stabilimenti, già nel 1970, la Daldoss ne produrrà il millesimo esemplare. Il riconoscimento sulla piazza di Bruxelles dà poi il via alle esportazioni, che sul finire degli anni Sessanta guardano al Belgio, l’Olanda e la Germania.
Ma sono gli anni Ottanta il periodo in cui il marchio di Pergine fa il giro del mondo. Australia, Singapore, America del Sud, Stati Uniti e Sud Africa. Gli anni passano ma il Microlift, opportunamente cresciuto con accorgimenti e innovazioni tecnologiche all’avanguardia, rappresenta ancora oggi il 20% del fatturato. Altre linee produttive si affiancano contemporaneamente così da rappresentare, con il Microlift, il nucleo centrale dell’offerta Daldoss. Si tratta del Microfreight, il montacarichi industriale, l’Easylife, l’ascensore per uso residenziale, il Level, la piattaforma elevatrice per le persone disabili, e l’ascensore elettrico D®One.
La forte attenzione per i mercati esteri non smette di caratterizzare le strategie commerciali Daldoss e nuove aziende all’estero vengono appositamente fondate: la Daldoss Elevetronic Nederland B.V., la Daldoss Elevetronic France S.A. e la Daldoss Elevetronic Asia, nei pressi di Kuala Lumpur, dove Luca Daldoss, fratello di Carlo, è impegnato a seguire un nuovo polo produttivo.
«Oggi le aziende per la delocalizzazione della produzione guardano alla Cina e ai paesi dell’est - ci spiega Carlotta Daldoss, export e marketing manager dell’azienda - noi abbiamo scelto la Malesia perchè la lingua ufficiale è l’inglese, non è un paese a rischio e ci sono ottime prospettive di crescita». Di pari passo aumentano i distributori coprendo così anche Irlanda, Polonia, Russia, Emirati Arabi, Costa Rica, Messico, Filippine e Malesia.
Per quanto riguarda l’export, è proprio Carlo Daldoss a confermarci che «oltre il 50% del fatturato del prodotto annuo viene realizzato all’estero». Eppure quasi tutta la produzione è concentrata negli stabilimenti di Pergine. «Acquistiamo dall’esterno – continua – solo una piccola parte di componenti, mentre tutto il resto viene fatto qui».
Dalla tecnologia alla tradizione, dalla scommessa sui nuovi mercati all’esperienza, la Daldoss è garanzia di competenza, Made in Italy e competitività.
Nondimeno il management del gruppo si è chiesto come fare per migliorare ancora il processo produttivo. E, dall’inizio del 2007, l’azienda si è rivolta agli esperti della Auxiell – realtà veneta specializzata nel supportare l’organizzazione delle attività logistiche e produttive delle imprese con l’obbiettivo di creare sistemi produttivi più snelli e privi di sprechi – per l’implementazione della Lean Production.
Andrea Daldoss, responsabile tecnico, è a capo di questo progetto e sta così riorganizzando secondo criteri di efficienza il processo produttivo dell’azienda. La Lean Production è una “filosofia di gestione dei processi derivante principalmente dal Toyota Production System (TPS)”. Lo scopo principale è incrementare le performance dell’impresa intervenendo sul QCT (qualità, costi e tempi) ottenendo così la semplificazione dei processi produttivi, il miglioramento della qualità percepita dal cliente, la riduzione dei tempi di consegna, l’incremento della flessibilità e l’innovazione del concetto di manodopera. In altre parole il processo produttivo viene mappato, ripensato e riorganizzato per ottenere sequenze produttive il più possibile razionali, efficienti e prive di sprechi, ossia “attività a nessun valore aggiunto”.
É un processo delicato di trasformazione aziendale su cui la Daldoss ha investito molto, certa che nel medio periodo l’incremento qualitativo e della capacità produttiva dipendano da scelte coraggiose come queste.

 

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