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Rassegna stampa

«Trenta esuberi decisi senza nessun confronto»

ROVERETO. «Cosa sta succedendo qualcuno ce lo dovrebbe spiegare. E magari, anche assumendosene le responsabilità. Perché Vittorio Marangoni è stato chiarissimo: ha presentato un quadro di prospettiva, bel lontano dall'essere un piano industriale, ma definito nei suoi aspetti per noi essenziali. Ha detto che c'è una ipotesi di trasformare l'attuale lease back finanziario con la Provincia in un lease back operativo: significa sostanzialmente in un affitto delle strutture, che a questo punto resterebbero in eterno della Provincia col vantaggio per l'azienda di pagare molto meno rispetto all'ipotetico lease back originario, che prevedeva un ritorno della proprietà alla Marangoni. Poi riguardo al rapporto con i brasiliani di Vipal Borrachas ha detto che si "sta parlando esclusivamente di aumento di capitale, non ha senso pensare ad altre strade". Il che significa che ci sarà un cambiamento societario, e quindi cambierà il soggetto con cui Provincia e Trentino Sviluppo si dovranno interfacciare. Infine ha annunciato che il vincolo occupazionale concordato con la Provincia cala dai 196 dipendenti attuali, a 170. Quindi con 26 esuberi del tutto imprevisti. E, per finire, che tutto questo è, testuale, "un accordo generico e formulato con tutti i soggetti coinvolti". Quindi che Trentino Sviluppo e Provincia, oltre ovviamente a Marangoni e Vipal, hanno raggiunto queste conclusioni. Posso dire che è una cosa folle, in assenza di un qualsiasi confronto con i rappresentanti dei lavoratori?» Il giorno dopo la "doccia fredda" è Antonio Mura, dei Cobas, a chiarire come sono andate le cose. E, forse soprattutto, ad esprimere uno sconcerto che è di tutte le forze sindacali. «Assieme a Cgil e Cisl - dice Mura - abbiamo chiesto immediatamente un incontro urgente all'assessore Spinelli. Che di questa operazione è soggetto inevitabilmente tra i principali, visto che senza l'ok della Provincia e di Trentino Sviluppo non la si può nemmeno ipotizzare. Ma chiederemo anche un incontro con tutti i capigruppo del consiglio provinciale, perché quanto sta accadendo a Rovereto va oltre la singola vertenza Marangoni: è un comportamento da padroni delle ferriere, che nemmeno comunicano ai loro dipendenti cosa intendono fare. Sottoscritto da una politica che evidentemente trova normale questo modo di operare, senza alcun rispetto dei normali rapporti sindacali né dei lavoratori interessati. Sono cose inaccettabili per il sindacato, ma, spero, anche per la politica trentina. Questo è il segnale chiaro di come intende operare su economia e lavoro questa nuova amministrazione: noi non possiamo che denunciarlo. Ma tocca alla politica ribadire che non è accettabile, e dirlo a nome di tutti i trentini».

Mezzo milione per la presa dell'acquedotto comunale

BASELGA - Serviranno 536 mila euro per la ricostruzione della presa in quota dell'acquedotto comunale di Baselga lungo il rio Brusago in località Val Mattio. L'opera di presa, dove il comune pinetano capta oltre 80% del suo fabbisogno idrico, era stata compromessa a fine ottobre 2018 durante la Tempesta Vaia. Nonostante vari interventi di somma urgenza non era stato possibile ripristinare l'effettiva funzionalità della derivazione, avviando da parte dell'ufficio tecnico comunale di Baselga, guidato dall'ingegner Sandro Broseghini, un intervento complessivo per ripristinare e migliorare presa e serbatoio. Lo scorso novembre l'ingegner Maurizio Lutterotti dello studio «Progetto Ambiente» di Trento ha elaborato il progetto definitivo che prevede la realizzazione di una nuova briglia in cemento armato, la posa di una trinceafiltro drenante con relative tubazioni drenanti e due soglie in massi cementati per ridurre la velocità dell'acqua in transito. Oltre a consolidare le sponde del rio Brusago (con gabbionate di pietrame e scogliera in massi cementati), è prevista la posa di tubazioni di collegamento per trasportare l'acqua verso il cunicolo diretto al serbatoio in località Val Matio, che sarà servito da tre nuovi cavidotti e risanato sulle pareti a contatto con l'acqua e nelle tubazioni. L'opera dal costo di 563 mila euro (350 mila per lavori) è finanziata interamente dalla provincia e sarà appaltata entro fine mese, con i lavori previsti nel primavera-estate. L'amministrazione di Baselga ha inoltre affidato alla ditta Misconel Srl il secondo intervento di asfaltatura delle strada comunali (circa 100 mila euro), mentre sarà la ditta Claudio Prada a eseguire i lavori di ripristino e messa in sicurezza della strada comunale tra Faida e Viarago in località Conca, interessata a novembre da un vasto fronte franoso (intervento di 34.800 euro per lavori coperto da risorse comunali). D.F.

Cles La Coccinella referente per il Piano Giovani

CLES. Affidato alla cooperativa sociale La Coccinella di Cles l'incarico di referente tecnico organizzativo del Piano Giovani di Zona "Fuori dal?Comune" dei Comuni di Cles, Bresimo, Cis, Livo, Rumo e Ville d'Anaunia per gli anni 2020, 2021 e 2022. Lo ha deciso all'unanimità la giunta comunale di Cles, Comune che funge da capofila del Piano. Toccherà quindi alla cooperativa individuare il nominativo al quale affidare l'incarico. Nel provvedimento la giunta ha anche quantificato la spesa complessiva derivante dall'incarico che ammonta ad un totale di presunti 84.000 euro pari a 28.000 all'anno. Non sono previste spese di trasferta e viaggio da liquidare alla cooperativa a ristoro degli oneri che il personale assegnato andrà a sostenere. Nell'incarico sono compresi gli adempimenti inerenti al funzionamento e alle attività del Tavolo e del Gruppo strategico (convocazioni, verbali, preparazione materiali necessari per gli incontri, diffusione di informazioni, realizzazione database) e le tempistiche di lavoro; favorire e supportare la conoscenza e la promozione del Pgz sul territorio, supportare i responsabili dei progetti nella fase di ideazione, promozione, realizzazione. Il Piano "Fuori dal...Comune!" è stato avviato nel 2006 dalle amministrazioni comunali di Cles, Bresimo, Cis, Livo, Rumo e Ville d'Anaunia, sulla base dell'esperienza maturata nel mondo dei giovani, attraverso la realizzazione di un piano condiviso per dare ulteriori opportunità di formazione e di conoscenza ai propri giovani con iniziative da impastare e portare avanti insieme. G.E.

Cinque capoluoghi nella nuova struttura di Cassa Centrale

Anche Cassa Centrale Banca, al pari di altre banche italiane, è alle prese con un nuovo piano industriale. Le linee guida del piano d'impresa al 2022, questo l'orizzonte temporale, sono in fase di elaborazione. E realisticamente verranno presentate al mercato entro il primo semestre, forse già tra marzo e aprile, quando il progetto sarà concluso. Di fatto si tratterà del primo piano industriale dall'ingresso del gruppo bancario tra le banche significative europee (quelle sotto il controllo diretto della Banca Centrale Europea), ingresso datato primo gennaio 2020. Anche per questo motivo, a Trento, il piano oggi in cantiere è avvertito come un passaggio di rilievo. A quanto risulta a II Sole 24 Ore, al centro del progetto industriale elaborato insieme agli advisor Pwc e Prometeia c'è anzitutto un'ottimizzazione della struttura del gruppo, che oggi conta 78 Bcc sparse sul territorio nazionale e limila collaboratori nel complesso. Realistico che siprospetti un efficientamento della presenza sul territorio, con qualche accorpamento delle realtà più fragili. Ma l'architrave dell'intero piano sarà la costituzione di cinque poli di riferimento sul territorio nazionale - su cui convogliare alcune funzioni specializzate del gruppo, a supporto dell'intera rete di Bcc. L'ipotesi di lavoro prevede cinque "centri": Trento (che già oggi è il quartier generale del gmppo bancario cooperativo), poi Padova, Bologna, Cuneo e Palazzolo sulTOglio (Brescia). Ogni polo avrà una sua specializzazione: dalle attività di back office, ai centri paga, all'assistenza della clientela e così via. L'idea di fondo è quella di accentrare la gestione e fornitura delle attività comuni a tutte le Bcc associatela evitando trasferimenti selvaggi perchè verrebbero lasciate alle filiali risorse e capacità per rivestire al meglio il ruolo di avamposto commerciale. I prossimi mesi saranno dunque cmciali per il gmppo guidato dal presidente Giorgio Fracalossi e dall'amministratore delegato Mario Sartori. La road map prevede che a breve il gmppo presenti i conti del 2019, che nelle attese dovrebbero mostrare un significativo livello di solidità patrimoniale. Con questo buffer di sicurezza, il gruppo si presenterà al banco di prova dell'Asset quality review della Bce. L'inizio degli approfondimenti è atteso abreve, tra febbraio e marzo, così da concludersi probabilmente entro il primo semestre. Superato il contenzioso che prevedeva la riduzione della quota del gmppo Ccb in Iccrea Banca - dal 18% circa al di sotto del 10% entro la fine del 2019 - ora l'altro step di rilievo è quello relativo alla costituzione di Allitude, ovvero la macchina operativa che ac corperà le 8 società del gruppo che si occupano di servizi informaticie amministrativi: dal primo gennaio è operativa la nuova realtà specializzata nell'outsourcing informatico e il back-of lìce per il settore bancario che ha inte grato subito Phoenix, Sba, Sibt, IbFin, Ibt e Csd, mentre nel corso del primo semestre 2020 è previsto anche l'assorbimento diBsb e Cesve. Abreve, invece, il gmppo varerà Claris Rent, con l'offerta del leasing auto per la cliente la. Sullo sfondo rimane poi il tema di Carige. Entro il 2021 il gmppo potrà esercitare l'opzione per acquistare la quota dell'azionista di controllo, il Fitd, così da detenere il pieno controllo dellabancaligure. Se ne parlerà realisticamente nel secondo semestre del prossimo anno, quando il quadro sarà più chiaro sia a Trento sia a Genova.

Poste, l'Azienda si scusa

PRIMIERO- Le lunghe code all'ufficio postale di Fiera arrivano fino a Trento. Delle lamentele giunte in questi giorni per l'interminabile attesa allo sportello se n'è occupato il consigliere provinciale Alex Marini del Movimento 5 Stelle, chiedendo al presidente della Provincia Maurizio Fugatti come intenda agire per trovare rimedio ad una situazione comune peraltro anche in altre valli trentine. «La situazione particolarmente critica nella quale versa l'ufficio postale di Fiera di Primiero, a causa di molti pre-pensionamenti, potrebbe rappresentare un esempio premonitore dello stato in cui rischiano di trovarsi presto gli uffici postali in Trentino e non solo. E la situazione degli altri uffici situati nella valle di Primiero non è di certo migliore. A San Martino di Castrozza e a Mezzano opera un solo dipendente, nei prossimi mesi dovrebbe andare in pensione anche l'impiegata di Canal San Bovo e lo stesso avverrà per l'attuale titolare di Sagron Mis. A Caoria (frazione di Canal San Bovo, ndr), invece, le Poste avevano chiuso già nel 2015» scrive Marini nella sua interrogazione. All'ufficio centrale di Fiera, il principale del territorio, i dipendenti operativi sono rimasti ora solo due, dopo che il direttore uscente ha concluso da poco il suo rapporto di lavoro. «Il disagio è solo temporaneo e nei prossimi giorni verrà risolto - fanno sapere i vertici di Poste Italiane -. L'Azienda si scusa innanzitutto con i cittadini per i disagi eventualmente arrecati e comunica che il nuovo direttore per la sede di via Guadagnini (ancora top secret il suo nome, ndr) prenderà servizio nei prossimi giorni e che sarà rafforzato l'organico degli Uffici Postali della provincia di Trento. Poste Italiane conferma quindi la propria presenza sul territorio e l'attenzione che riserva da sempre alle comunità locali e alle aree meno densamente popolate. L'Azienda, in coordinamento con la Provincia si è inoltre impegnata ad adottare misure organizzative in grado di soddisfare al meglio le specifiche esigenze territoriali».

FANNO PARTE DEL SISTEMA CONFINDUSTRIA TRENTO