IN PRIMO PIANO

Notiziario tecnico

VEDI TUTTI
ISCRIVITI AL NOTIZIARIO TECNICO

Rassegna stampa

Licenziamenti, blocco possibile solo con la cassa integrazione

Sindacati e imprese della regione sono dalla stessa parte: cassa integrazione e blocco dei licenziamenti dovranno andare di pari passo. a pagina 7 trento Sindacati e imprese del Trentino-Alto Adige sono dalla stessa parte: cassa integrazione e blocco dei licenziamenti dovranno andare di pari passo per non creare altre difficoltà al sistema economico in ripresa. Le prime bozze circolate del decreto Agosto ipotizzano un ulteriore proroga del blocco dei licenziamenti, attualmente in vigore fino al 17 agosto, fino al 31 dicembre prossimo, seppur limitato a quelle imprese che usufruiranno delle nuove 18 settimane (9+9) di cassa integrazione. Una condizione che non può cadere secondo entrambe le parti in causa. «Se venisse esteso a tutte le aziende potrebbe tramutarsi in un problema serio», commenta Marco Segatta, presidente del Coordinamento provinciale imprenditori del Trentino. Sulla stessa lunghezza d'onda anche Andrea Grasselli, segretario generale della Cgil del Trentino: «Deve esserci un legame tra la cassa integrazione e il sistema delle tutele. Se non potessero accedere alla cig e avessero il blocco dei licenziamenti, le aziende con un calo dell'attività importante avrebbero un onere difficile da sopportare. Le aziende per cui varrà il nuovo blocco dei licenziamenti ? ribadisce ? dovranno poter accedere alla cassa integrazione». Pur non sbilanciandosi sulle bozze del decreto, anche Hannes Mussak, presidente di Swr-Ea ? la piattaforma comune delle associazioni economiche di categoria più rappresentative dell'Alto Adige ? esprime un concetto assimilabile a quello dei colleghi trentini. «La flessibilità dei contratti di lavoro diventa un fattore strategico perle imprese per la ripresa economica. Pertanto ? spiega ?, temi come la tutela contro il licenziamento e i contratti di lavoro rigidi sono controproducenti». Oggetto del contendere potrebbe diventare la percentuale di calo del fatturato nel primo semestre di quest'anno per cui le aziende potranno accedere alle seconde nove settimane di cassa integrazione senza pagare il contributo addizionale. Secondo le prime ipotesi le attività che hanno avuto perdite superiori al 20% non dovranno pagare alcunché, mentre le realtà che hanno avuto un calo del fatturato inferiore a un quinto 0 pari a zero dovrebbero pagare rispettivamente il 9 e il 18 per cento della retribuzione del lavoratore. Un parziale ritorno alla normalità che non entusiasma Segatta: «Alcune realtà potrebbero trovarsi a settembre e ottobre con un calo del fatturato, ma senza la possibilità di usufruire della cig senza pagare». Grasselli, per il momento, non si sbilancia: «Bisognerà vedere come verrà regolato nel dettaglio questo aspetto. È vero che alcune realtà, poche per fortuna, hanno utilizzato le prime settimane senza un calo del fatturato». Tra le altre novità che potrebbero venire introdotte ci sarebbe l'eliminazione del versamento dei contributi previdenziali per sei mesi in caso di assunzioni a tempo indeterminato. «Per assumere serve un aumento del lavoro ? osserva Segatta ?, per questo servirebbe un piano di investimenti importante da associare a queste misure». Scettico anche Grasselli: «In passato misure simili non hanno avuto un impatto importante. Serve continuare a lavorare sul cuneo fiscale come il Governo ha annunciato di voler fare». Diverso l'approccio altoatesino, che richiede un impegno alle istituzioni per aumentare la flessibilità del mercato del lavoro: «Dobbiamo sostenere nuovi modelli di lavoro, rendendolo più flessibile ? racconta Mussak ?. Come il modello voucher di una volta».

Occupazione, 6.400 nuovi contratti

Tornano a salire i numeri dell'occupazione in TrentinoAlto Adige. Anche se le assunzioni nelle Pmi calano del 9% rispetto al 2019, sono 6.400 i nuovi contratti in agosto. Un dato che spicca rispetto alla media nazionale (-17%). Ma Federico Giudiceandrea (Assoimprenditori) e Roberto Busato (Confindustria) invitano alla prudenza. Intanto, un nuovo fermo produttivo di due settimane blocca i dipendenti della cartiera Fedrigoni. a pagina 11 DamaggiO Mapelli Trento Rispetto alle proiezioni buie del mese di luglio il quadro migliora un po'. Tuttavia le previsioni occupazionali, rispetto all'agosto 2020, restano in contrazione: le entrate programmate per il mese appena iniziato, in tutto il Paese diminuiscono mediamente del 17,7% e le assunzioni stimate saranno circa 200.000. A spiccare è però il Trentino Alto Adige con quasi 6.400 nuovi contratti previsti fra Trento (2.720) e Bolzano (3.650). Un calo del 9% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, quindi una frattura meno marcata rispetto alle medie nazionali. Una consolazione amara a detta di Federico Giudiceandrea, presidente di Assoimprenditori Alto Adige, che teme un autunno caldo per le aziende attive oltre confine, ossia quelle maggiormente penalizzate dalle restrizioni alla mobilità. A preoccupare, fa eco il direttore di Confindustria Trento, Roberto Busato, è il blocco dei licenziamenti che, tra l'altro, il «decreto Agosto» al vaglio di Palazzo Chigi potrebbe estendere fino al 31 dicembre. A delineare i flussi nel mercato del lavoro è il Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal, che elabora le previsioni occupazionali di agosto. Risultato: sono circa 200.000 le assunzioni previste dalle imprese nel prossimo mese di agosto. Rispetto allo stesso periodo del 2019 la riduzione delle entrate programmate sarebbe pari a -17,7%, ma la tendenza si presenta in miglioramento se confrontata con quanto osservato nel mese di luglio appena trascorso (quando la caduta tendenziale dei flussi ha raggiunto il valore di -38,6%). Meglio di tutti, seppur in un quadro negativo, fanno Trento e Bolzano: in regione rispetto ad agosto 2019 la flessione occupazionale è pari al 9,2% e i nuovi innesti sono 6.370. E precisamente: 3.650 a Bolzano, 2.720 a Trento. Quali i profili maggiormente richiesti in regione? Nel 41,2% dei casi impiegati, addetti alla vendita e operatori del comparto servizi, a seguire operai specializzati (23,5%), professioni non qualificate (20,2%) e dirigenti (15%). Piccoli segnali, dunque, che in ogni caso non schiariscono le nubi all'orizzonte. «Stare meno peggio degli altri non è una grande consolazione, la caduta del fatturato c'è e le aziende dovranno attrezzarsi ? riflette Federico Giudiceandrea (Assoimprenditori) ? Il problema maggiore risiede nei mercati internazionali perché non dimentichiamo che il 20% del Pil altoatesino è prodotto dalle nostre esportazioni». Le imprese dovranno allora efficientare. «Le aziende non vogliono ridurre il personale ma saranno mesi duri», riflette Giudiceandrea. Dello stesso avviso Roberto Busato, direttore di Confindustria Trento. «Fa piacere che i dati diano valori lievemente positivi rispetto al resto d'Italia ? premette ? Il turismo montano ha dato una mano, ma è prematuro trarre conclusioni perché prima di tornare alla normalità dovremo valutare tutti gli effetti della pandemia». Busato, in particolare, dà voce alle difficoltà delle imprese: «Le varie norme e i vari Dpcm non permettono di licenziare, ponendo le aziende in sofferenza ? dice ? A ciò si aggiunge la novità della conversione del decreto Rilancio, con l'obbligo di proroga dei contratti a termine che erano stati sospesi durante l'emergenza». Tali figure, apprendistati 0 stagionali, per il direttore degli industriali trentini oggi sono prorogati ma a fatica. «Magari ? dice ? senza avere progettualità». E in attesa di capire se verrà esteso fino a fine anno il vincolo a non licenziare, Busato formula una proposta: anziché porre paletti, cambiare approccio. «E incentivare, viceversa, chi assume».

FANNO PARTE DEL SISTEMA CONFINDUSTRIA TRENTO