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Rassegna stampa

«Rifugi e forme moderne, molti i tabù da sfatare»

TRENTO. Annibale Salsa, il grande antropologo, ama ripetere che «i rifugi non hanno storia, perché il rifugio più vecchio ha 100 anni. E 100 anni che storia è?». Per i puristi forse sono parole forti, ma quelle parole se le ricorda bene Egidio Bonapace, già presidente del Film Festival e poi dell'Accademia della montagna, ma anche gestore del rifugio Segantini ai piedi della Presanella. Rifugi senza architettura Bonapace si richiama alle parole di Salsa per spiegare un ragionamento che attiene non tanto alla storia dei rifugi, quanto alle loro forme architettoniche, che è poi quello da cui è partito il nostro approfondimento settimanale. Dice Bonapace: «Se guardiamo la storia, l'unica forma architettonica tipica dei rifugi di montagna è il cubo. Tutto è partito da lì. Il resto - le costruzioni di mattoni di forma classica e le sperimentazioni che sono venute in seguito - sono rifacimenti, aggiunte, spesso brutte, ma non hanno in sè una forza originale perché - ripeto - i primi rifugi erano a forma di cubo. Quella è la forma originale. Dunque continua il gestore del Segantini - sotto il profilo architettonico penso che ci siano molti tabù che vadano sfatati». Tabù da sfatare Bonapace non ha timore ad esporsi e anche ad andare controcorrente: «Tante volte si cerca di risanare qualcosa che non è risanabile perché certi rifugi sono fatti male. Penso al rifugio che gestisco io, il Segantini. Bene, l'antica struttura che risale al 1901, un cubo, è più funzionale e vivibile rispetto alla struttura costruita negli anni Settanta. Allora usavano mattoni forati in una struttura che resta chiusa otto mesi e così si riempie di umidità: una disperazione. In certi casi, dunque, non sono contrario ad abbattere e ricostruire. Oltretutto, così facendo, si guadagna tempo nei lavori. Il modo in cui è stato scelto di ricostruire i rifugio Boè costringerà a lavorare per tre estati di fila, probabilmente, mentre i rifugi moderni hanno il vantaggio di essere prefabbricati: li porti in quota con l'elicottero, li monti e l'anno dopo rimuovi il vecchio rifugio. Penso anche al Brentei: per me non ha molto senso collocare una terrazza di legno e vetro a fianco al vecchio rifugio. Non c'entrano niente l'una con l'altro. A quel punto meglio abbattere e rifare». Cameroni? Ma anche no C'è poi la questione dei rifugio come meta, ampiamente dibattuta in questi giorni sul giornale dai vari interlocutori. I rifugi sono oggi mete più di escursionisti e famiglie che di alpinisti («oltre le 5 ore di cammino si perde l'80% della gente») e dunque un rifugio accattivante nelle forme potrebbe rappresentare un richiamo di marketing. È d'accordo Bonapace: «I rifugi non vanno trasformati in alberghi. Detto questo io sono per un moderato comfort. Ricordiamoci che all'inizio del 900 e fino agli anni Sessanta i rifugi avevano le camere da due con armadio e comodino...».

Il Viaggio dell'Innovazione con "Rendena Startup"

GIUDICARIE. "Rendena Startup" apre le iniziative del 2019 con la visita al Polo della Meccatronica di Rovereto il 29 marzo. L'iniziativa - "Viaggio dell'Innovazione" - si allarga «oltre la valle per esplorare i poli significativi dell'innovazione tecnologica» e apre ai giovani di Rendena e Busa di Tione, con l'organizzazione dalle Casse Rurali Pinzolo, Val Rendena, Adamello Brenta e "La Giovane Rendena". Il "Viaggio dell'Innovazione" è riservato a 15 giovani di ogni età, startupper, imprenditori e interessati, che vogliono conoscere le avanguardie dell'innovazione trentina. A Rovereto coabitano startup, istituti superiori, dipartimenti universitari, centri di ricerca, acceleratori industriali, supportati dai servizi ad alto valore aggiunto offerti da Trentino Sviluppo. Un luogo importante per conoscere il "Polo Meccatronica", capace di creare le condizioni ideali per la sperimentazione e la produzione di processi e prodotti innovativi. A Rovereto il Polo della Meccatronica conta 6.000 metri quadrati di laboratori, con 110 imprese e 700 persone occupate, uno "Spazio dell'Innovazione" dove dialogano e collaborano interlocutori del mondo produttivo, della formazione, della ricerca, legati a vario titolo al tema della meccatronica, uno sviluppo dell'ingegneria che combina informatica, elettronica, meccanica, idraulica, pneumatica, sensoristica. Per raggiungere Rovereto è previsto il trasferimento in pullman con partenza alle 13 di venerdì 29 marzo da Pinzolo con tappe successive, a Rovereto i partecipanti vengono accolti dal vice direttore di Trentino Sviluppo Luca Capra e, insieme a lui vanno a conoscere tutte le facilities rivolte alle startup e la più recente innovazione tecnologia. A seguire la visita a due realtà insediate nel Polo della Meccatronica e un momento conviviale per stimolare il confronto tra i partecipanti. Il rientro è previsto alle 18.30. Per dettagli e ulteriori informazioni e anche iscrizioni (da farsi entro lunedì 25 marzo), in alternativa scrivere una email a info@rendenastartup.net. W.F.

Il nuovo volto delle Adi di Gardolo

Da qualche mese anche i circoli delle Adi stanno cercando un proprio rinnovamento interno, incominriando a trattare tematiche non solo inerenti al lavoro, ma anche alla cultura e alla scuola, al turismo sodale e all'assistenza, nonché alla mobilitazione sodale e alla testimonianza cristiana. Operando in questa direzione, lo storico rircolo Adi di Gardolo ha organizzato, sabato 16 marzo, l'assemblea di primavera; il pomeriggio è stato aperto dalla relazione economica di Giuseppe Merler e da quella operativa del presidente Grabriele Bertoldi. "E urgente rinnovare la nostra identità - ha esordito il giovane presidente - per creare coesione interna e nlanriare il messaggio etico delle Adi". A questo fine, lo stesso Bertoldi, ha indicato le due vie da battere: "La prima è quella di un incontro e un confronto con i responsabili dei servizi e con le assoriazioni, per incentivare la cooperazione fra queste realtà; la seconda, invece, è quella di costituire gruppi di lavoro sulle tematiche più urgenti. È necessario, inoltre, supportare e valorizza reilvolontariato, sempre più professionalizzato". Emblematico, in questo senso, è certamente il progetto già in corso nella Comunità Rotaliana, e che a breve partirà anche nel Primiero, per proseguire poi nelle altre zone, all'insegna di questo slogan: "Ricostruire comunità". Si tratta proprio di uno spazio che offre una possibilità di confronto tra vari soggetti presenti nella comunità - parrocchie, assoriazioni, Istituzioni, organizzazioni sodali e culturali, le stesse Adi - alfine di identificarne i bisogni e prendersene cura, per attivare parteripazione e nuove relazioni virtuose tra singoli gruppi. Particolare attenzione, tra gli altri impegni, si è data poi alla Scuola di Comunità: "Risorsa importante - aggiunge Bertoldi - per strutturare sul territorio, iniziative qualificate e inrisive, dall'informatica alla cultura politica". Gli aclisti hanno percepito come appuntamento derisivo questa Conferenza Organizzativa di metà mandato, momento di verifica sui primi due anni di lavoro, ma anche utile momento per impostare la programmazione del biennio successivo. Il dibattito ha cercato così di dare corpo a due obiettivi che il presidente ha sintetizzato in questo modo: "Bisogna puntare con derisione e onestà sulla solidarietà del cuore, della mente e delle mani", aggiungendo poi che "le Adi, nelle periferie del lavoro e della convivenza, devono imparare a muoversi in maniera corale, per la cresa'ta della comunità rivide e religiosa".

Mense, la qualità viene dal territorio

Spazio agli alimenti bio, preferibilmente tipici del territorio. Sì, a quelli per celiaci e a derrate a marchio "Qualità Trentino" (almeno perii 60% delle forniture) con consegne programmate nelle curine interessate dalla gestione associata del servizio di refezione scolastica, quello erogato nel rispetto delle linee guida nazionali a cui si attiene l'Azienda provinciale peri servizi sanitari. Duplice obiettivo per la Comunità della Valle dei Laghi, capofila dell'assistenza scolastica all'indomani della disgregazione del Comprensorio Valle dell'Adige: educativo e nutrizionale. I bambini si avvicinano al cibo in modo naturale, non si aspettano il rispetto dei livelli di nutrienti o dei corretti apporti caloria', bensì la gratificazione del palato. Banditi di conseguenza gli snackipercalorici, le merendine farrite e le bevande gasate, indicati tra i prinripali responsabili in fatto di sovrappeso e obesità. Ci tiene a rammentarlo Annamaria Maturi, assessora al diritto allo studio, istruzione e formazione dell'ente territoriale a capo delle mense nelle scuole primarie, secondarie di primo grado e secondo grado, e di formazione professionale (pubbliche e paritarie) del capoluogo trentino insieme ad Aldeno, Cimone e Garniga Terme, della Val di Cembra, oltreché della Valle dei Laghi, dopo il dietrofront dall'accordo della zona Rotaliana-Koenigsberg. "Ogni anno, in collaborazione con la ditta di ristorazione Risto 3, consegniamo alle famiglie un calendario con i menu giornalieri divisi peri periodi invernale e primaveraautunno", argomenta l'esponente del Comitato esecutivo prerisando che sono in lista una dozzina di menu alternativi rispondenti agli orientamenti etico religiosi degli scolari. A garanzia degli standard di qualità, il servizio mensa è monitorato tramite controlli tecnico-ispettivi a campione: "Vengono verificati - rassicura il presidente dell'ente capofila, Attilio Cornai - la salubrità e la corrispondenza del menu del giorno, le caratteristiche organolettiche delle pietanze e l'andamento complessivo del servizio". Nell'anno scolastico 2017/2018 la commissione mensa ha condotto 43 verifiche nei sei plessi dislocati tra Terlago e Cavedine esprimendo un "giudizio positivo su tutto il servizio". Quest'annoi fruitori della gestione assoriata prorogata al 31 agosto 2020 ammontano a 17 mila e rotti, dei quali 11 mila coinvolti nell'insegnamento di primo grado. Se in Valle dei Laghi si contano quattro centri di cottura e due servizi di pasto trasportato a fronte di 768 alunni iscritti, in Valle di Cembra funzionano tre centri di cottura e otto servizi di pasto trasportato cui benefiriano 806 bambini e ragazzi, mentre a Trento e frazioni lavorano ben sedici centri di cottura e ventidue servizi di pasto trasportato correlati agli 8.250 utenti. Potendo fare affidamento sulla forza dei numeri, "l'impegno e la cura profusi per un servizio così importante" ha premiato Trento per la terza volta consecutiva con l'argento nella classifica delle migliori mense scolastiche cittadine in Italia. Lo si deve, secondo Maturi, ai menu "ricchi di prodotti biologia' a filiera corta e con ricette radicate nella tradizione gastronomica del territorio che abbiamo voluto valorizzare".

La Schläfer srl al posto della Waris Operai "in salvo"

La buona notizia Il consigliere Marini (M5S) aveva interessato la Provincia STORO. Ci sono novità sul caso Waris, l'azienda storese specializzata nella produzione di pannelli fotovoltaici che versa da tempo in cattive acque, come raccontato in vari articoli dal Trentino. A quanto pare la ditta è stata sostituita da un'altra impresa, la Schläfer srl, all'interno dello stabilimento di proprietà di Trentino Sviluppo dove era in affitto. Lo scorso 11 gennaio il consigliere provinciale Alex Marini aveva depositato un'interrogazione con la quale chiedeva lumi sulla situazione di Waris, ponendo l'accento sulle supposte condotte antisindacali dell'impresa, sul rispetto e le verifiche dei vincoli occupazionali da essa assunti e su come Trentino Sviluppo intendesse muoversi nei confronti dell'impresa. Le risposte dell'assessore provinciale allo sviluppo economico Achille Spinelli sono arrivate lo scorso 20 marzo. Riguardo alla supposta condotta antisindacale di Waris, Spinelli evidenzia di non esserne informato «ad esclusione di un tentativo di conciliazione relativamente ad una controversia individuale di lavoro promossa da una lavoratrice dipendente della società nel mese di dicembre 2018». Quanto agli obblighi di Waris, l'assessore precisa che l'impegno dell'azienda era di occupare 40 unità lavorative. Il 3 maggio 2018 Waris aveva comunicato a Trentino Sviluppo di dare lavoro a 32 persone, un numero compreso nel margine di oscillazione del 20% consentito dalla legge. Da un sopralluogo del 17 ottobre 2018 era però risultata una "lieve infrazione al ribasso", cioè la presenza di 31,54 unità lavorative. A Waris era quindi stata applicata una sanzione per inadempimento occupazionale di 1.693,73 euro più interessi ma «detta sanzione ad oggi non risulta pagata, nonostante i reiterati solleciti». Infine la notizia più interessante. Schläfer che prende il posto di Waris. Scrive l'assessore Spinelli:«Con lettera di data 11 febbraio 2019 la società Schläfer srl ha comunicato a Trentino Sviluppo di essere subentrata nel contratto di locazione in essere tra Trentino Sviluppo e Waris, facendosi carico ed assumendo i vincoli occupazionali di quest'ultima. In ragione della nuova configurazione dei rapporti giuridici generatisi, Trentino Sviluppo sta valutando la situazione ed espletando le opportune verifiche, anche ai fini del recupero del credito maturato alla data di cessione del contratto». Nel frattempo qualcosa si muove anche sul fronte dei lavoratori. Martedì scorso 7 degli ex dipendenti fuoriusciti da Waris hanno dato procura all'ufficio legale della Cgil Trentina affinché metta in campo le azioni necessarie al recupero di tutte le spettanze dovute e non corrisposte. S.M.

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